India, emergenza incidenti stradali: 1 morto ogni 6 minuti. Ultimata la nuova rete pronto intervento.

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18 Giugno 2008

NEW DELHI: Il governo indiano ha approvato un ambizioso progetto di pronto intervento stradale, per la realizzazione di un ospedale ogni 100 chilometri. Lo ha reso noto di recente il Ministero della Sanità, in vista dell’inaugurazione del Quadrilatero d’Oro, la nuovissima autostrada di 6500 chilometri, che collegherà New Delhi, Calcutta, Mumbai e Chennai. A rendere il progetto quanto mai necessario, la consapevolezza che quotidianamente sulle strade indiane perdono la vita una media di 640 persone, una ogni 6 minuti, pari al 6% del totale mondiale (in India circola l’1% delle auto del pianeta). Decine di migliaia i feriti, il 30% dei quali secondo le statistiche riporta disabilità, in parte anche a causa della lentezza di soccorsi, spesso inadeguati. Numeri mostruosi, che tuttavia non stupiscono poi tanto chi ha avuto modo di sperimentare la rete viaria indiana: un inferno di asfalto dissestato, costellato di buche, dove si riversano fiumane di vacche, capre, maiali, poi individui in sella a biciclette e rickshaw, in groppa a buoi, cavalli, asini, cammelli ed elefanti, oppure alla guida di auto sgangherate o pittoreschi camion stracarichi di ogni genere di mercanzia. Bastano pochi chilometri, per rendersi conto che qualche burocrate indiano deve aver dimenticato il codice stradale dentro un cassetto impolverato, in attesa di approvazione. Intanto, sulle carreggiate prevale la legge del più forte, secondo la quale la precedenza spetta al mezzo più pesante, a prescindere da direzione, semafori o cartelli arrugginiti, divenuti questi ultimi degli ottimi supporti cui legare il filo per la biancheria o addossare le bancarelle degli ambulanti.

Così, dopo anni di inutili campagne di sensibilizzazione alla sicurezza, New Delhi ha deciso di "ispirarsi alle esperienze positive dei Paesi più sviluppati", creando una rete di pronto intervento che dovrebbe ridurre il numero delle vittime di un ottimo 5-10%. Grazie ad uno stanziamento di 750 miliardi di rupie (circa 11 miliardi di euro), saranno realizzati 140 centri traumatologici disseminati lungo il Quadrilatero d’Oro, affiancati da ambulanze super accessoriate in grado di raggiungere il luogo dell’incidente in pochi minuti dalla segnalazione. Previste 3 tipologie di centri: cliniche super attrezzate ad alta specializzazione, per fronteggiare i casi di estrema gravità, quando sono richiesti interventi complessi; centri attrezzati per evenienze di media gravità, affidati a ortopedici e anestesisti; infine ambulatori di primo soccorso, dove confluiranno i pazienti meno gravi, per i quali sono richieste semplici medicazioni. Una volta a regime, questo nuovo sistema sanitario dovrebbe essere integrato al Piano di assistenza sanitaria generale, quindi fruito da tutti i cittadini attraverso una chiamata gratuita.

La realizzazione del progetto dovrebbe durare 5 anni, anche se parlando di India è lecito aspettarsi una certa diluizione dei tempi, dovuta agli inevitabili rallentamenti burocratici e a ritardi di vario genere. Come è accaduto per la conclusione dei lavori della più importante opera viaria del Subcontinente (a fine 2007, il Quadrilatero era stato completato al 97%), in ritardo di 2 anni rispetto alla tabella di marcia, a causa di problemi in fase di esproprio dei terreni e casi di corruzione. Particolari disagi sono derivati da una gestione nebulosa degli appalti, con il ricorso a manodopera poco specializzata e materiali scadenti, come accaduto nel 2006 in Bihar, quando 600 metri di autostrada sono stati inghiottiti dal terreno.

Comunque sia, se proprietari terrieri e dèi vari lo vorranno, quando gli amministratori avranno ricevuto la loro parte, una volta riempite le voragini aperte sulla carreggiata e ottenuta l’agibilità, finalmente gli indiani saranno liberi di sfidare il loro karma sulle strade, e schiantarsi un po’ ovunque. Tanto un esercito di ambulanze veglierà su di loro.

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Emanuele Confortin

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