India, guerra all’inflazione

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9 Novembre 2006

NUOVA DELHI: L’obiettivo prioritario delle prossime politiche monetarie e fiscali sarà combattere — o "controllare", per utilizzare le parole del Ministro delle Finanze Palaniappan Chidambaram — la crescente inflazione, cercando di condurre il tasso relativo all’aumento dei prezzi verso un più moderato 4%, rispetto a quello attuale di oltre il 5%.

"Il più importante e immediato obiettivo del governo" — ha dichiarato la scorsa settimana il Ministro delle Finanze indiano — "è quello di gestire le aspettative inflazionistiche". Nonostante le dichiarazioni di intenti, c’è però chi dubita del raggiungimento di tale proposito, per lo meno nel breve periodo.

Attualmente il tasso dell’inflazione è salito dal 5,26% su base annuale (dato ufficiale relativo alla settimana terminata il 14 ottobre 2006) al 5,41% su stessa base (dato ufficiale relativo alla settimana terminata il 21 ottobre 2006). La causa di questo nuovo graduale aumento è riconducibile alla crescita dei prezzi dei prodotti di prima necessità e di alcune materie prime.

Due valori percentuali, 4% e 10%, assedieranno le menti degli economisti indiani: se il primo si riferisce a un obiettivo ambizioso — l’appena accennata riduzione dell’inflazione — il secondo è relativo a un non meno importante e impegnativo risultato da conseguire nel medio periodo, ovvero la crescita in doppia cifra dell’economia nazionale entro un quinquennio.

Ma entrambe le mète non saranno alla portata del paese asiatico nell’immediato futuro: si prevede infatti che l’anno fiscale che terminerà il 31 marzo 2007 riporterà un dato di crescita dell’economia dell’8% e un tasso dell’inflazione di poco superiore al 5%.

Roberto Rais