India: modello per l’Africa

16 Aprile 2007

NEW DELHI: Mentre l’Europa pare in ritardo nella nuova corsa all’Africa (continente che si pone come nuova, ultima frontiera nel campo delle opportunità di investimento), India e Cina hanno sfruttato la lentezza occidentale per assicurarsi alcuni dei più importanti progetti di sviluppo nel continente.

A ribadire quanto sopra, sebbene in altri termini, è stato lo stesso Presidente della Banca Mondiale Paul Wolfowitz che, complimentandosi con il subcontinente per l’attiva e rilevante partecipazione alle iniziative di miglioramento di molti Paesi africani, ha sottolineato come l’India possa diventare una fonte di ispirazione per i paesi poveri come le nazioni del continente, quasi un modello da seguire lungo la strada della crescita socio-economica.

Le parole di Wolfowitz non giungono nuove, e diversi analisti internazionali hanno più volte riscontrato come i Paesi africani abbiano una naturale propensione a stringere rapporti commerciali con Cina e India piuttosto che con il resto del mondo sviluppato, come se considerassero i due giganti asiatici più "vicini" e "simili" a loro, due nazioni che, partendo da similari condizioni di arretratezza, sono riusciti ad allontanarsi dalla voragine del mondo sottosviluppato.

L’India — quindi — come paragone e come tendenza, con le parole di Wolfowitz che hanno l’aria di un’esplicita conferma della creatività e della vivacità del subcontinente. Durante una conferenza il Presidente ha aggiunto di aver imparato tanto dall’esperienza indiana, ricordando una sua recente visita nello Stato federale dell’Andhra Pradesh, uno Stato dove vivono otto milioni di "estremamente poveri e marginalizzati", che cercano di migliorare la propria condizione attraverso gruppi di aiuto reciproco.

Wolfowitz ha inoltre aggiunto che l’India "ha realizzato straordinari progressi negli ultimi quindici anni", dichiarando immediatamente dopo che il Paese asiatico è ancora una delle nazioni che nel mondo ha più poveri al suo interno. Ricordando che "ciò che ha avuto successo in passato non è detto che abbia successo in futuro" (forse un velato invito rivolto ai Paesi occidentali di rapportarsi con l’Africa in un modo differente), il Presidente della Banca Mondiale ha detto che i paesi poveri africani non riusciranno mai a diventare "come gli Stati Uniti, l’Inghilterra, la Germania o il Giappone". "Ma" — ha proseguito poi — "loro osservano Paesi in cui c’è tanta povertà, come l’India, e capiscono che ce la possono fare. È un’ispirazione" — ha poi concluso.

Roberto Rais