India: polizia morale sui campi da cricket per sorvegliare le cheerleader americane.

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9 Maggio 2008

INDIA: Mancano pochi mesi a ferragosto, quando in India sarà celebrato il 61esimo anno di indipendenza dal Raj Britannico. Un’eternità, soprattutto per una nazione che conta più di un miliardo di abitanti, la maggior parte dei quali nemmeno trentenni. Tuttavia, l’ombra della presenza inglese (oltre tre secoli di sfruttamento commerciale e un secolo di regime coloniale) continua a farsi sentire, non solo nella lingua, ma anche nel sistema giuridico e di governo, e ovviamente nel cricket, ereditato proprio dalle truppe britanniche.

Sarà il ricordo di una dominazione mai accettata, o un ritrovato sentimento di identità nazionale, rinvigorito dai passi in avanti compiuti negli ultimi anni dall’India, fatto sta, gli indiani stanno cercando in tutti i modi di tagliare i ponti con Londra.

L’esempio più recente e per certi versi eclatante, ha visto infrangere proprio la nobile tradizione del cricket (sport talmente seguito da riuscire ad influenzare anche la politica del Subcontinente), inaugurando il campionato di premier league con una novità ‘importata’ direttamente dagli Usa: un gruppo di 12 ragazze pon-pon. Brune, seducenti e svestite il più possibile, pronte a dimenarsi sotto i riflettori dello stadio, e dinanzi all’occhio attento della morale hindu che non ha tardato a gridare allo scandalo.

Autore della trovata il manager dei Royal Challengers di Bangalore, tale Charu Sharma, che ha cercato di mascherare un’evidente trovata pubblicitaria in un tentativo di "aumentare l’interesse per il cricket e sostenere l’entusiasmo dei tifosi".

Sfortunatamente per lui, non ha considerato le inestricabili sfaccettature dell’etica indiana, sempre pronta a lapidare qualsivoglia indecenza o presunta tale, soprattutto se riguarda donne e media. In occasione dell’apertura del campionato, avvenuta a Mumbai ad inizio maggio, l’arrivo delle cheerleader americane è stato preceduto da polemiche roventi da parte di personaggi pubblici e leader politici, pronti a condannare l’indecenza giunta da oltre oceano, con tv e giornali al seguito per soffiare sul fuoco. Comunque sia, sebbene gran parte dei giovani tifosi abbia preso la sorpresa sexy con grande entusiasmo, la pressione mediatica e politica ha reso necessaria la creazione di un apposito corpo di polizia morale (già attivo nei parchi per colpire con bastoni di bambù le coppiette scoperte a baciarsi) anche negli stadi. Spetterà loro l’ingrato compito di monitorare attentamente, binocoli alla mano, le sinuose movenze delle ragazze pon-pon americane, e come ha spiegato Ram Rao Vagh, responsabile del commissariato di Mumbai, dovranno accertarsi che "la linea della decenza non sia oltrepassata". Se tanto clamore è scaturito dall’intrusione di una dozzina di ballerine americane, c’è da immaginare cosa accadrà quando le teenager indiane prenderanno parte a workshop e audizioni previsti nei prossimi mesi per dare continuità "ad un’invenzione puramente americana".

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Emanuele Confortin

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