India, quanto crescerai?

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23 Luglio 2007

NEW DELHI: Nei giorni in cui il mondo discute della prossima incredibile crescita del Pil cinese (calcolato intorno all’11,5%), anche in India si avvia una girandola di numeri da capogiro.

Secondo il Ministro delle Finanze del subcontinente, P Chidambaram, è possibile che il Paese possa crescere nel prossimo anno finanziario del 10%, rendendo così palpabile l’ipotesi che per ben due anni finanziari l’India possa avere una crescita in doppia cifra. Per intenderci, durante l’anno finanziario conclusosi da qualche mese (il 2006/2007) il Pil della nazione ha raggiunto il 9,4%; le previsioni per il 2007/2008 parlarono invece di una percentuale intorno al 9%. Il Ministro gioca invece al rialzo, aumentando di almeno un punto percentuale le stime sul Pil.

Dinanzi alle parole dell’esponente di governo tuttavia non sono in molti a crederci pienamente. Gli analisti si ricoprono di cautela e, ancor più importante, la Reserve Bank of India fa addirittura un passo indietro rispetto al Ministero, prevedendo per l’anno finanziario in corso una crescita dell’8,5%. Parlando in termini assoluti, dall’8,5% previsto dalla RBI al 10% previsto da P Chidambaram, c’è un oceano di differenza.

Il Ministro ha però argomentato in maniera convincente, asserendo che se il Paese riuscirà a spingere con decisione lo sviluppo delle performance del settore agricolo (praticamente in fase di stagnazione da oltre nove anni), la crescita sarà senza dubbio superiore alle aspettative: scherzi del destino, P Chidambaram aveva dichiarato solo pochi giorni fa che l’obiettivo era raggiungere la crescita del Pil prodotta dalla Cina, ovvero un "10% o 10,5%". Davanti alle nuove percentuali sul Dragone, probabilmente il governo dovrà rivedere il tiro sui suoi benchmark di riferimento.

Confronti a parte — tra l’altro alle parole del Ministro sul confronto India — Cina hanno risposto sulla carta stampata gli economisti di mezza nazione, sconsigliando paragoni di questo tipo data la diversità dei due Paesi, e lo stesso P Chidambaram più volte ha d’altronde storto il naso sul confronto delle prestazioni tra i due giganti asiatici — rimane il dubbio fondamentale: la crescita indiana 2007/2008 sarà del 9% o del 10%? E quella dell’anno successivo?

Ebbene, ad arricchire la gamma delle percentuali e delle opinioni a breve — medio termine, è arrivata nelle ultime ore la previsione di Credit Suisse, secondo cui l’economia indiana quest’anno dovrebbe crescere del 9,4%, ovvero esattamente quanto fatto durante i dodici mesi dell’anno finanziario precedente, 40 basis points meglio di quanto previsto dal Ministero diversi mesi fa, addirittura 90 bp in più delle stime della RBI. Altrettanto, o ancora meglio, la crescita del 2008/2009, che Credit Suisse stima al 9,6%, un livello comunque al di sotto delle previsioni (speranze) ministeriali.

Tuttavia Credit Suisse lancia anche due avvertenze: la prima riguarda l’inflazione, che stando alle ultime analisi non dovrebbe tardare a crescere, riducendo quindi i benefici della crescita del Pil, probabilmente già a partire dal mese di settembre. La seconda avvertenza riguarda invece i tassi di interesse della Banca Centrale. Secondo le previsioni di Credit Suisse l’autorità monetaria potrebbe aggiustare di 25 basis points i tassi di interesse durante il mese di ottobre, e replicare nel mese di gennaio del 2008.

Rimane infine il punto interrogativo sulla gestione del cambio rupia / dollaro, mentre gli investimenti stranieri dovrebbero mantenersi su ottimi livelli. Ministero, Reserve Bank of India, Credit Suisse: tra qualche mese vedremo chi dei tre ha avuto ragione.

Roberto Rais