India rischia rallentamento crescita senza serie riforme

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31 Maggio 2006

MUMBAI: Contrariamente alle recenti previsioni, la crescita delle due Tigri asiatiche, India e Cina, è destinata a rallentare in futuro, viste le serie sfide interne che le due economie asiatiche stanno sostenendo.

La crescita dell’economia indiana potrebbe scendere al di sotto del 7% nei prossimi due anni, dal momento che deve avviare delle riforme politicamente difficili per mantenersi ad un livello di crescita superiore all’8%.

Per quanto concerne il tasso di crescita della Cina, sarà in linea con gli sforzi del Governo per mantenerlo al di sotto del 7.5% l’anno per i prossimi 5 anni, dall’attuale 9.2%.

Queste osservazioni fanno parte di una ricerca intitolata "India e Cina: le nuove Tigri asiatiche, parte seconda", resa nota ieri da JM Morgan Stanley a Mumbai.

La prima parte dello studio è stata pubblicata due anni fa. Secondo la ricerca, l’abilità dei due Paesi nel raggiungere i loro obiettivi di crescita dipenderà principalmente da come sapranno gestire le sfide interne. Entrambi i Giganti asiatici hanno infatti bisogno di mettere in atto serie riforme per procedere al passo successivo nello sviluppo economico, rivedendo i loro attuali modelli di crescita.

Nel caso dell’India, devono essere incentivate esportazioni e investimenti, mentre in Cina gli investimenti guidati dalle esportazioni devono rallentare muovendosi verso un modello che promuova il consumo interno.

Le sfide comuni per India e Cina includono anche la necessità di ridurre la disoccupazione, la povertà, la disuguaglianza e migliorare l’educazione, a cui si aggiungono poi pressioni specifiche per ogni Paese.

I principali problemi per l’India riguardano le infrastrutture, il miglioramento delle finanze pubbliche, e la riforma delle leggi sul lavoro, nonché l’aumento delle risorse attraverso maggiori flussi di investimento estero diretto e privatizzazione.

Le principali sfide per la Cina includono invece il rafforzamento del sistema bancario, l’adozione di un regime valutario flessibile e il miglioramento della struttura istituzionale.

Ylenia Rosati

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