India: scende l’inflazione

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25 Settembre 2006

NUOVA DELHI: Visto e considerato che la crescita dell’inflazione rappresenta uno dei pericoli maggiori per le economie asiatiche in grossa crescita, le nuove pubblicazioni ufficiali non potranno che far tirare un parziale sospiro di sollievo agli economisti indiani.

Durante la settimana terminata il 9 settembre, l’inflazione è scesa infatti al 4,61%, mentre la settimana precedente il tasso percentuale era del 4,78% (entrambi i dati sono su base annuale). Il calo è dovuto essenzialmente alla riduzione dei prezzi di alcuni prodotti non alimentari.

L’inflazione rilevata sui prezzi all’ingrosso è invece giunta al 4,11% su base annuale, a causa dell’aumento dei prezzi di alcuni prodotti alimentari come frutta, latte, condimenti e spezie, uova. L’indice dal quale si rileva principalmente questa informazione, il WPI (Wholesale Price Index) ha così raggiunto quota 206,6 punti, mentre un anno fa era fermo a quota 197,5.

Dall’analisi dei singoli prodotti e delle singole categorie alimentari e non, si riscontra sostanzialmente un aumento del solo prezzo dei cibi mentre i prezzi dei prodotti non alimentari decrescono dello 0,2%. All’interno di questo dato occorre però distinguere alcune informazioni preliminari: diverse sementi utili per l’agricoltura, ad esempio, hanno fatto registrare un aumento percentuale del loro prezzo tra l’1% e il 3%.

Invariati nel corso della settimana i prezzi della benzina e dell’energia elettrica. Anche i prezzi dei prodotti dei settori manifatturieri si sono mantenuti in un sostanziale equilibrio.

Roberto Rais

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