International Small Business Congress di Bangkok: intervista a Michele Perini: “Il Capitalismo familiare e’ il valore dell’economia Italiana”

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16 Novembre 2007

BANGKOK:

Michele Perini, nato a Milano nel 1952 e’ lauerato presso l’Universita’ Bocconi di Milano, sposato con 2 figli. E’ Presidente della SAGSA SpA. Dal 2001 al 2005 e’ stato Presidente di Assolombarda, la piu’ grande Associazione Italiana di Imprese per numero di associati e attualmente fa parte del management di Confidustria.

A partire dal 27 Ottobre 2003 e’ Presidente di Fiera Milano S.p.A. Michele Perini e’ anche Presidente del Museo della Scienza e Tecnologia Leonardo da Vinci di Milano, membro del direttorio di Finlombarda e dell’ICE. E’ Presidente di Pentar (Merchant Bank) e di Material ConneXion.

Sul fronte del sociale Michele Perini e’ personalmente impegnato nell’Associazione Telefono Azzurro che tutela i diritti dei bambini offrendo loro aiuto online.

Certamente poter intervistare il Presidente di Fiera Milano SpA — quotata in borsa, 5 Miliardi di euro/anno di indotto generato dal piu’ grande spazio espositivo del mondo, con 4,5 milioni di visitatori/anno per oltre 75 esibizioni — e allo stesso tempo un imprenditore che gestisce un’azienda familiare con oltre 85 anni di storia e’ un’occasione unica per capire le caratteristiche delle imprese Italiane che oggi si affacciano sui mercati internazionali.

Corriere Asia — Dott. Perini come si confrontano oggi le aziende Italiane sui mercati esteri?

Michele Perini — "In Italia il 95% delle aziende sono piccole e medie imprese, con meno di 100 dipendenti. Ci sono 3 categorie di societa’: quelle con un brand forte e riconosciuto, quelle con un forte patrimonio di storia e tradizione e quelle per cui e’ vincente il controllo del costo dei fattori produttivi. La maggior parte — comunque – sono imprese nate in un ambito prettamente familiare, il piu’ idoneo per far partire l’idea imprenditoriale e quello che meglio sa affrontare i momenti di difficolta’ perche’ non esige il ritorno immediato dell’investimento".

Corriere Asia — Quali sono i Paesi Asiatici con cui l’impresa familiare Italiana puo’ piu’ facilmente interagire aprendosi il mercato in Oriente?

Michele Perini — "Il Giappone ha un mercato complesso che in alcuni settori ha una struttura diversa da quello Italiano. Nel settore della grande distribuzione — per esempio — la filera e’ piu’ lunga del semplice grossista e distributore, per cui le nostre aziende potrebbero incontrare difficolta’ ad interfacciarsi. In Cina le differenze sono soprattutto nelle dimensioni delle aziende che normalmente hanno un numero dipendenti di solito 10 volte maggiore di quello in Italia. In Thailandia probabilmente le affinita’ sono maggiori e questo Paese potrebbe essere il giusto punto di partenza. In ogni caso la garanzia della Proprieta’ Intellettuale e la valorizzazione del Marchio sono i due aspetti cruciali che esigono un’attenta valutazione: oggi con grosse disponibilita’ finanziare si comprano facilmente macchinari e tecnologia ed in tempi brevi si raggiungono risultati qualitativi sorprendenti per cui occorre proteggere il valore dei marchi, acquisiti con anni di storia e referenze. In altre parole per evitare brutte sorprese qualunque sia il Paese meglio avere un approccio anche legale e valutare perfino i costi di un possibile arbitrariato, che variano sensibilmente da Paese a Paese".

Corriere Asia — Quali sono le maggiori difficolta’ che le aziende Italiane incontrano nell’espansione internazionale?

Michele Perini – "Sicuramente l’accesso alla Grande Distribuzione, un problema tutto Italiano, a causa del fatto che non ci sono aziende Italiane che fanno GDO all’estero, per esempio qui in Asia. Spesso sugli scaffali di Carrefour — per citarne uno – i nostri prodotti pur di qualita’ pregiata – ma non facilmente distinguibili da altri – non hanno accesso perche’ la tendenza e’ quella di valorizzare i prodotti nazionali. Esempi eclatanti sono i vini e i formaggi in cui l’Italia pur avendo eccellenze qualitative all’estero non riesce ad avere facile accesso alla massa dei consumatori. Le aziende Italiane devono focalizzarsi su una nicchia all’interno del proprio mercato, fare leva su tradizione e storia, fare tesoro dei clienti e delle referenze acquisite col tempo, e quindi spingere sulla notorieta’ e valore del marchio tra gli addetti ai lavori. Nel settore dei mobili da arredo per ufficio" — continua il Dott. Perini — "lo sviluppo di nuove serie studiate in collaborazione con affermati designers internazionali unito alla clientela acquisita in tutta Europa costituiscono il patrimonio dell’Azienda che deve essere valorizzato quando ci si presenta sui nuovi mercati".

Corriere Asia — L’imprenditore Italiano di che strumenti si avvale quando deve prendere decisioni strategiche?

Michele Perini – "Per sua natura spesso si trova ad essere solo nelle decisioni e deve fare affidamento alle sue capacita’. In questo senso la partecipazione a fiere ed esibizioni internazionali puo’ risultare l’opportunita’ giusta per stringere alleanze e partnership strategiche e sviluppare il giusto network, soprattutto nei Paesi in cui ci si affaccia per la prima volta. Ma ancora piu’ importanti sono il proprio intuito, la capacita’ di valutare il rischio e la rapidita’ con cui si prende la decisione. L’imprenditore Italiano si informa, sente diversi pareri, annusa bene e poi decide. Il rischio e’ tutto suo. Oggi l’imprenditore sempre piu’ si deve affidare al proprio Buisness Plan a cui si deve attenere scrupolosamente e a cui deve credere fino in fondo".

Corriere Asia — Un’ultima domanda Dott. Perini: imprenditori si nasce o si diventa?

Michele Perini — "In Italia sono possibili entrambi i percorsi. Abbiamo un esempio come Geox in cui da un concetto semplice e chiaro come la necessita’ della traspirazione della pelle applicato ai piedi prima e a tutto il corpo dopo, unitamente ad una efficace copertura brevettuale, Mario Poletti Polegato – miglior imprenditore Italiano nel Mondo Ernst&Young Global 2003 – e’ riuscito a creare dal niente in poco piu’ di 10 anni un prodotto innovativo e di facile identificazione: la scarpa che respira, ormai famosa in ogni angolo del mondo. E poi ci sono i casi del tecnico, dell’operaio, del capo reparto che dopo anni di esperienza all’interno di un’impresa decidono – proprio quando riescono a trovare il supporto economico all’interno dell’ambito familiare che funge da incubatore – di fuoriuscirne e di mettere a frutto la propria creativita’ e capacita’ per fare una nuova impresa. L’area piu’ prolifica in Italia e’ il Nord Est. Questo e’ in breve sintesi il processo — di assoluta prerogativa Italiana – di generazione e alimentazione dei distretti industriali dai quali in seguito possono emergere alcune aziende leader, come il gruppo Benetton".

Putroppo non c’e’ piu’ tempo per altre domande. Il Dott. Perini insieme ai suoi collaboratori di Fiera Milano deve affrontare l’imprevedibile traffico di Bangkok per partecipare alla Cena di gala dell’ISBC e promuovere la citta’ di Milano tra gli alti funzionari governativi Thailandesi. Il capoluogo lombardo, infatti, e’ candidato per ospitare il World Expo 2015 e Fiera Milano SpA e’ il promotore dell’iniziativa alla ricerca di un Paese alleato in terra di Siam.

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da Bangkok, Luca Vianelli

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