Intervista al CEO Cina di Magneti Marelli

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Luca Biagini, Direttore Generale in Cina di Magneti Marelli, ha una lunga esperienza nel Paese: si è sempre occupato dei mercati emergenti ed è andato per la prima volta a Shanghai nel 1996.Corriere Asia: Come è organizzata la Magneti Marelli in Cina?

Luca Biagini: Abbiamo quattro linee di business dislocate in tre stabilimenti: powertrain e sistemi di scarico a Shanghai, powertrain e illuminazione a Wuhu — circa 150 chilometri a sud di Nanchino, ed elettronica a Canton.

Corriere Asia: Come si compone il vostro personale?

Luca Biagini: abbiamo 450 dipendenti, il 99% dei quali è cinese, con la professionalità necessaria per sviluppare il business. Gli europei sono soltanto sei, tre a Shanghai e tre a Canton.

Corriere Asia: E’ facile gestire il personale locale?

Luca Biagini: E’ molto importante instaurare con i dipendenti un rapporto basato sulla fiducia e il rispetto reciproci, la cosiddetta “guanxi”. Si possono anche punire severamente, ma si deve sempre rispettare la loro dignità. Quando commettono errori si aspettano giustizia, ma bisogna trovare la formula giusta per non far perdere loro “la faccia”.

Corriere Asia: Come lavorano?

Luca Biagini: I cinesi sono grandi lavoratori, capaci di sostenere ritmi e forti carichi, soprattutto quando instaurano un buon rapporto con il datore. Basti pensare che in soli otto mesi hanno costruito il nostro stabilimento di Canton, di 25.000 metri quadrati. Bisogna però rilevare che non sono molto precisi.

Corriere Asia: Quali sono i vostri mercati target?

Luca Biagini: Produciamo soprattutto per il mercato cinese. Le divisioni powertrain, scarico e illuminazione sono dirette al mercato locale, mentre l’elettronica per il 70% al mercato locale e per il 30% a quello estero, percentuale che dovrebbe raggiungere il 50% entro i prossimi due o tre anni.

Corriere Asia: Qual è il valore del fatturato?

Luca Biagini: Stiamo andando molto bene: nel 2005 abbiamo fatturato in tutta la Cina 44 milioni di euro e nel 2006 prevediamo di raggiungere i 63 milioni. Abbiamo già delineato i futuri target: 128 milioni di euro per il 2007 e 500 milioni di euro per il 2010, con 700 persone che lavoreranno per noi.

Corriere Asia: Quali sono i fattori chiave dello sviluppo?

Luca Biagini: Dobbiamo l’andamento positivo soprattutto all’enorme crescita a due cifre del mercato delle automobili. Quest’anno, con cinque milioni di veicoli venduti, la Cina si è aggiudicata il secondo posto mondiale, offrendo un fertile terreno di sviluppo ai fornitori di componentistica.

Corriere Asia: Ha preso la patente in Cina?

Luca Biagini: Sì, lo scorso febbraio: sono stato tra i primi cento milioni di neopatentati in Cina e mi fa effetto pensare che, di questi, solo il 30% guida, e molti sono tassisti. Il restante 70% prende la patente solo per realizzare un sogno. Eppure 80 milioni di cinesi possono già permettersi di acquistare un’auto medio piccola, e il numero è destinato a crescere.

Corriere Asia: E’ vero che a Shanghai si cerca di controllare il traffico rilasciando un numero limitato di targhe?

Luca Biagini: Sì, per fronteggiare l’aumento del traffico la municipalità di Shanghai ha adottato il sistema dell’asta mensile delle targhe. Una targa costa 40.000 yuan — circa 4000 euro -, più di una utilitaria cinese, come la QQ, che si acquista con 29.000 yuan.

Corriere Asia: Come pensa la Cina di affrontare il problema dell’inquinamento?

Luca Biagini: La Cina si sta velocemente adeguando agli standard mondiali di riduzione dell’inquinamento: l’Euro 1 è in vigore dal 2003 ed è già obbligatorio il livello euro 2, mentre dallo scorso primo dicembre l’euro 3 è facoltativo a Shanghai e a Canton, dove viene però incentivato. Mentre in Europa l’Euro 3 è effettivo dal 2000 anche se esisteva già dal 1990, la Cina raggiungerà l’allineamento agli standard nel giro di soli due o tre anni.

Corriere Asia: Vi preoccupano questi cambiamenti?

Luca Biagini: Al contrario, sono uno stimolo alla crescita e al successo, anche perché molte automobili vivono sull’evoluzione delle normative. I cambiamenti ci proteggono inoltre dal rischio della contraffazione, consentendoci di mantenere quel gap tecnologico che distingue i nostri prodotti.

Corriere Asia: Cosa pensa delle critiche rivolte alle automobili cinesi “cloni” di quelle europee?

Luca Biagini: Sono purtroppo critiche fondate, come confermato dalla presenza di molte imitazioni all’ultimo Salone dell’Auto di Pechino. Alcuni costruttori hanno però iniziato a lanciare sul mercato automobili progettate da professionisti locali o giapponesi. E’ vero che la Cina non è creativa, ma sta imparando. Ricordiamo che negli anni ottanta anche i giapponesi fotografavano. Per imparare, i cinesi copiano, ma il principio è lo stesso.

Corriere Asia: E’ vero che i cinesi amano personalizzare le proprie auto?

Luca Biagini: Sì, poiché l’automobile è uno status symbol, molte persone adornano l’interno con oggetti portafortuna, attaccano adesivi o utilizzano colori speciali. Molti di noi si stupiscono, ma ricordiamo che queste abitudini erano diffuse anche in Italia.

Corriere Asia: I vostri prodotti risentono delle mode?

Luca Biagini: Fondamentalmente no, perché si tratta di prodotti standard, soprattutto per quanto riguarda l’elettronica, che non è mai “stravagante”. Non ci prestiamo alle richieste dei clienti cinesi e manteniamo da sempre le nostre linee.

Corriere Asia: Vive da tanti anni in Cina: mi descrive l’evoluzione del traffico urbano?

Luca Biagini: Basta un’immagine: in passato i padroni della strada erano i ciclisti, oggi le automobili, e consideriamo che sono ancora poche rispetto al potenziale.

Corriere Asia: E’ mutato anche il mercato delle automobili?

Luca Biagini: Sì, prima si trattava di un mercato “di flotta”, venivano cioè acquistati stock di vetture di rappresentanza per uso pubblico, mentre i privati utilizzavano esclusivamente le biciclette. Oggi le famiglie cinesi hanno bisogno di utilitarie, proprio come quando gli italiani compravano la Cinquecento e la Seicento: consideriamo che per acquistare un’automobile occorre in media un anno di stipendio.

Corriere Asia: Il governo sta incentivando l’uso delle utilitarie?

Luca Biagini: Sì, il governo sta incentivando l’acquisto delle vetture medio piccole, per esempio la nuova normativa sui consumi, in vigore dallo scorso primo aprile, tassa le vetture sotto i 1500 di cilindrata solo del 3%-5%.

Corriere Asia: E’ vero che le donne cinesi amano misurarsi alla guida?

Luca Biagini: Molte donne cinesi guidano abitualmente perché in Cina vige la vera parità di sesso e le donne sono sullo stesso piano degli uomini in tutti i settori. Questo non vuol dire che guidino bene…

Marzia De Giuli

21 Dicembre 2006SHANGHAI.

Redazione

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