Inverno da record in Cina: neve e pioggia come non accadeva da vent’anni.

a cura di:

Archiviato in
29 Gennaio 2008

HANGZHOU: Dopo più di venti giorni di maltempo sparso su gran parte delle regioni della Cina- nella maggior parte delle regioni si è registrato il più alto livello di neve negli ultimi dieci-venti anni- il Governo ieri ha deciso di dichiarare lo stato di emergenza per un totale di 14 province e città fra quelle che sono state duramente colpite da pioggia e neve nelle ultime settimane, lo Hunan ed il Guizhou sono per ora le zone dove si riportano i maggiori danni.

Una vera doccia fredda soprattutto in vista dell’inizio del Capodanno cinese, uno dei momenti più importanti sia per il turismo nazionale sia per gli stessi cinesi che ogni anno si spostano numerosissimi da ogni parte del territorio per tornare alla propria casa natale

Tra le province maggiormente interessate dal maltempo, a parte le già citate Hunan e Guizhou, compaiono poi l’Anhui, il Jiangxi, lo Henan, lo Hubei, il Guanxi, lo Yunnan, lo Shanxi, il Gansu, il Qinghai ed il Xinjiang. I danni riportati, sia ai terreni agricoli sia alle abitazioni, ammontano a più di 22 miliardi di Yuan (più di 2 miliardi di Euro) e già si parla di 77 milioni 862 mila feriti e 24 morti in tutto il paese.

Nella serata di ieri, il Servizio Meteorologico centrale del governo cinese ha dichiarato al contempo anche l’allarme rosso per alcune province e città centro orientali (tra cui la municipalità di Shanghai, Il nord ovest del Zhejiang, il Jiangsu il Jiangxi e l’Anhui) dove si prevede la notte tra il 29 ed il 30 di gennaio il massimo livello di precipitazioni nevose sinora registrato.

Secondo quanto riportato oggi dal quotidiano China Daily in un’intervista al prof Sun Jun, capo del Servizio meteorologico centrale del governo cinese, "le prolungate ed intense tempeste di neve che si sono recentemente abbattute sul centro e le zone costiere del territorio nazionale sono dovute ai recenti cambiamenti climatici". "In particolare- aggiunge il prof. Sun- le ragioni della neve intensa sono dovute allo scontro di due correnti d’aria per un tempo piuttosto lungo sulla parte medio bassa del fiume Yangtze". Secondo quanto riporta poi un altro meteorologo, Yang Guiming, sull’argomento: "l’accanirsi del maltempo nelle regioni centro orientali è dovuto anche alla maggiore concentrazione d’acqua in questa zona rispetto al nord".

Il maltempo e soprattutto le persistenti nevicate hanno causato non soltanto danni alle abitazioni ed ai raccolti ma hanno creato grossi problemi soprattutto per ciò che concerne le vie di comunicazioni stradali, ferroviarie e portuali principali che hanno visto in questi ultimi giorni rallentamenti a causa di black out, scarsa visibilità e pesanti danni alle infrastrutture (numerosi sono i tralicci della corrente abbattuti e le condotte per il trasporto dell’acqua distrutti) come è avvenuto ad esempio in uno dei principali scali marittimi della costa orientale cinese, il porto di Ningbo nel Zhejiang.

Vita dura anche per chi viaggia in aereo: gli aeroporti di Nachino (Jiangsu), Changsha (Hunan) e Wuhan (Hubei) sono infatti stati chiusi e lo stesso aeroporto di Pudong ha visto la cancellazione di 96 voli durante lo scorso weekend e tuttora le compagnie aeree raccomandano la massima attenzione ai passeggeri, dato che con ogni probabilità anche nei prossimi giorni ci saranno ulteriori disagi e ritardi.

L’episodio tuttavia più critico finora riportato è stato il blocco della linea Canton-Pechino, avvenuto tra il 26 ed il 28 gennaio, quando la neve ed il nevischio hanno causato un guasto elettrico alla linea ferroviaria nella stazione di Hengyang- nello Hunan- dove si sono fermati ben 136 treni lasciando così letteralmente a piedi 150 mila passeggeri. Nonostante gli sforzi compiuti nei giorni scorsi per consentire ai passeggeri di partire (deviazioni sulla linea via Shenzhen e Kwoloon, oppure sfruttamento della linea Shanghai- Kunming) e nonostante la riapertura della tratta, tuttavia, il tratto ferroviario Pechino-Canton non è stato ancora completamente ripristinato né probabilmente verrà riaperto del tutto nel giro dei prossimi giorni, come era stato inizialmente previsto. Uno dei punti nevralgici della linea, infatti, è sito proprio nella provincia dello Hunan, che è stata recentemente dichiarata sotto stato di allarme rosso a livello 4 (il più alto della scala) e dove le condizioni meteorologiche non sembrano migliorare.

Oltre ad aver scatenato degli ovvi problemi di circolazione nelle reti ferroviarie del sud-est della Cina, la tratta Pechino- Canton ha anche presentato il problema di come trovare una sistemazione a tutti quei passeggeri, per lo più lavoratori migranti, che da Canton stanno aspettando di partire per raggiungere la loro casa natale in occasione della Festa di Primavera.

Cinquecentomila erano, infatti, le persone ferme alla stazione di Canton domenica 27 gennaio impossibilitate a partire, di cui solo 60 mila sono state sistemate in alloggi di fortuna, in attesa che arrivi il via libera per poter salire sul primo treno disponibile.

Inoltre, nonostante le ferrovie del Guangdong abbiano già previsto rimborsi per coloro che avevano acquistato il biglietto in anticipo e predisposto navette gratuite verso le rispettive fabbriche ed unità di lavoro per coloro che rinuncino a partire da Canton, la maggior parte delle persone preferisce sperare che la linea venga riassestata e poter così tornare a casa.

Il Governo ha già predisposto 25 linee extra che "circumnavigano" la tratta Canton- Pechino verso nord per aumentare il numero di partenze e la stazione di Canton ha già chiuso le vendite di biglietti nuovi, tuttavia al momento il numero delle persone in attesa di partire non fa che aumentare, considerato l’avvicinarsi del Capodanno Cinese.

Il maltempo ha, da ultimo, sollevato un altro spinoso problema relativo alla mancanza di energia elettrica: a causa dei disastri provocati dalla neve e dalla pioggia si sono registrati numerosi corti circuiti e molti cavi di trasporto dell’energia elettrica sono stati abbattuti, privando molti dell’elettricità. A Wuhan, nello Hubei, ad esempio, 56 aziende hanno dovuto limitare il consumo di energia elettrica; in questo modo si dovrebbero risparmiare 240 mila kw di energia che consentirebbero a 120 mila famiglie di accedere alla rete elettrica.

Il fabbisogno di diesel vedrà inoltre un aumento se si considera che la gran parte dei treni fermi per neve sono alimentati ad elettricità e, per consentire il ripristino della viabilità, verranno sostituiti con treni alimentati a diesel. Se poi si considera che le previsioni del tempo per i prossimi giorni vedono ancora l’imperversare della neve, soprattutto nelle zone in stato di emergenza, il quadro che ne si trae non è certamente dei più rosei.

Dai cambiamenti climatici che causano calamità ambientali alla persistente crescita di domanda energetica: un vero circolo vizioso di problematiche cui il Governo Cinese sta cercando faticosamente di riparare, senza tuttavia grossi successi.

Speriamo non sia un cattivo presagio per l’imminente inizio dell’anno lunare del topo, che vedrà la luce il prossimo 7 febbraio.

da Hangzhou, Fabiola Moroni