Investimenti nel sud est asiatico e l’handicap della corruzione.

a cura di:

Archiviato in: in
16 Marzo 2007

MANILA: Secondo un sondaggio condotto dalla Political and Economic Risk Consultancy Ltd, società di consulenza basata ad Hong Kong, i paesi asiatici con il più elevato tasso di corruzione sono, nell’ordine, le Filippine, la Thailandia e l’Indonesia.

Gli autori del sondaggio hanno al riguardo intervistato uomini d’affari e dirigenti di aziende di nazionalità straniera, molti dei quali occidentali, sottoponendo loro una serie di domande per valutare il livello di affidabilità e di credibilità delle istituzioni pubbliche orientali percepito nel mondo degli affari.

Dall’indagine è emerso altresì come il paese asiatico con il livello più basso di corruzione sia Singapore, seguito da Hong Kong e Giappone, mentre lievi progressi sono stati fatti registrare dall’Indonesia, che per 5 anni consecutivi aveva occupato la non invidiabile prima posizione di questa speciale classfica.

Gli autori del sondaggio hanno precisato che la maglia nera conquistata dalle Filippine è riconducibile ad un duplice ordine di motivi: da un lato, l’effettivo incremento dei fenomeni legati alla già dilagante corruzione presente nel paese e, dall’altro, i proclami enunciati e mai attuati dalle autorità filippine di voler contrastare con ogni mezzo il fenomeno: l’inattività del governo di Manila a fronte di tali promesse ha infatti amplificato il senso di sfiducia e frustrazione già presente nel mondo degli affari locale.

Il presidente filippino, Gloria Arroyo, ha contestato i risultati, affermando che questi non rispecchiano l’effettiva situazione del paese che, al contrario, avrebbe già fatto segnare a suo giudizio sensibili progressi nella lotta alla corruzione.

L’indagine è stata condotta intervistando nei mesi di gennaio e febbraio 1.476 espatriati, molti dei quali hanno evidenziato come i fenomeni di corruzione rappresentino ancora oggi uno dei principali ostacoli per un’efficace gestione delle iniziative imprenditoriali nei paesi asiatici, in quanto hanno l’effetto di paralizzare o frustare le notevoli opportunità di profitto che i mercati locali sono potenzialmente in grado di offire.

Le tangenti e i tentativi di corruzione sono infatti percepiti come elementi profondamente radicati nelle istituzioni governative degli stati orientali, sia negli organismi di governo più elevati che nei diversi distretti pubblici che operano a livello locale. Tale situazione si riflette negativamente, in particolare, nel livello degli investimenti effettuati dalle aziende straniere, che non a caso risulta ancora estremamente basso in paesi ad elevato tasso di corruzione quali appunto le Filippine e la Thailandia.

Per quanto riguarda quest’ultimo paese, il livello di corruzione risulta percepito dagli uomini d’affari stranieri come in sensibile aumento soprattutto a seguito del colpo di stato avvenuto lo scorso settembre, che ha determinato un sensibile calo di fiducia nelle istituzioni pubbliche. La giunta militare al potere aveva annunciato negli scorsi mesi la propria ferma intenzione di voler combattere i fenomeni di corruzione con il maggior rigore possibile, ma a giudizio degli intervistati nessun progresso tangibile è stato fino ad oggi compiuto in questa direzione.

Fabio Grandin

Siamo a lavoro sul nuovo Corriere Asia!

Ricevi una notifica quando sarà Online
Ok voglio ricevere la notifica :) 
close-link