Inviati dal Dalai Lama in Cina: ripresa dei dialoghi

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15 Febbraio 2006

Un inviato del Dalai Lama, il leader buddhista tibetano che vive in esilio in India, è arrivato a Pechino per una nuova tornata di colloqui con i dirigenti cinesi. Lo hanno affermato fonti del governo tibetano in esilio. Si tratta del quinto round di colloqui dal 2002, quando il dialogo tra il leader tibetano e la Cina è ripreso dopo quasi vent’ anni di interruzione. "La nostra speranza è quella di risolvere il problema del Tibet sulla base di una trattativa con le autorità cinesi, in modo che il popolo tibetano possa mantenere quello che più gli sta a cuore, cioè la sua cultura", ha detto Thubetn Samphel, portavoce del governo tibetano in esilio, formato dal Dalai Lama a Dharamsala, in India. Il Tibet è stato occupato nel 1950 dall’ esercito cinese. Nel 1959 il Dalai Lama è fuggito in India e da allora é stato una spina nel fianco per il governo di Pechino. Il leader buddhista ha rinunciato all’ indipendenza e chiede per il Tibet un’ ampia autonomia amministrativa. Nessuna delle due parti ha fornito particolari sui colloqui ma entrambe li hanno definiti "costruttivi".

In gennaio la Cina ha consentito per la prima volta a migliaia di buddhisti tibetani e cinesi di partecipare ad un’ importante cerimonia religiosa celebrata dal Dalai Lama nel sud dell’ India.