Italian Top Brand Job Fair. L’Italia dialoga col mercato del lavoro giapponese: mediazione di JAC, agenzia leader nel recruitment

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2 Ottobre 2007

TOKYO, DAL NOSTRO CORRISPONDENTE

Lo scenario è ancora una volta la sede di Shiodomeitalia Creative Center, ma questa volta non si tratta di una mostra di design o di un seminario sui metodi educativi, ma della prima Job Fair dedicata esclusivamente alle ditte italiane presenti in Giappone alla ricerca di personale da inserire nel proprio organico.

Si tratta dell’Italian Top Brand Job Fair, organizzata dall’agenzia di recruitment nipponica JAC, e in particolare dai membri del suo Team Italia, di cui abbiamo già avuto occasione di parlare.

Sabato 29 settembre la solitamente tranquilla zona di Shiodome dove ha la sua sede Shiodomeitalia Creative Center è decisamente trafficata, con diversi gruppetti di persone, soprattutto giapponesi ma anche italiani, che vanno e vengono dalla vicina stazione di Shinbashi.

Arrivati in prossimità del centro, subito balzano subito all’occhio le moto Aprilia e Ducati e la Lamborghini parcheggiate nello spiazzo del piano terra dell’edificio dove si sta svolgendo la fiera. Sono queste solo alcune della quindicina di aziende che partecipano alla fiera in qualità di espositori, tra cui possiamo enumerare anche Ferrero, Alitalia, Moschino e Pirelli.

L’Italian Top Brand Job Fair è infatti divisa in tre spazi differenti: una sala conferenze al piano terra, e due sale al primo piano, una occupata dalle aziende espositrici e l’altra, vero cuore dell’evento, dalle otto compagnie presenti con stand nei quali ogni azienda viene presentata alle persone interessate a trovarvi impiego.

Dopo aver lasciato i propri dati all’ingresso, si entra nella sala Expo300, dove si trovano gli stand di Carpigiani, DeLonghi, Etro, Furla, Geox, Armani, Max&Co. e Luxottica/Mirari, ciascuno fornito di attrezzature video, campioni, tavoli, sedie e quant’altro necessario a fornire agli aspiranti lavoratori il maggior numero di informazioni possibili. Presente naturalmente anche lo stand della JAC, in quanto organizzatrice dell’evento.

Al banco dell’accettazione all’ingresso veniamo a sapere che tra le persone che on-line avevano già manifestato la propria intenzione a partecipare all’evento ne sono già arrivate 400, a cui se ne devono aggiungere almeno altre 150/200.

"Abbiamo speso circa 10 milioni di yen (più di 60.000 euro-N.d.A.) per pubblicizzare questo evento", ci dice Darrin McNeal, Direttore delle Risorse Umane all’International Division della JAC, "e ci aspettavamo l’arrivo di un centinaio o due di persone. Il fatto che invece il numero dei partecipanti sia ben superiore alle aspettative è per noi motivo di grande soddisfazione. Con questi risultati, prevediamo di tenere ancora fiere di questo tipo, e non solo per l’Italia, ma anche per Francia e Gran Bretagna, e se fosse possibile vorremmo riuscire ad organizzare un evento di portata molto più ampia che coinvolga le aziende di tutta Europa. In un paese come il Giappone che viaggia quasi sulla piena occupazione, da una parte troviamo le aziende sempre alla ricerca di personale e dall’altra moltissime persone, soprattutto giovani, che non sanno bene in che direzione andare, quale sia il campo che faccia per loro, ed eventi di questo tipo servono a mettere insieme queste due esigenze convergenti".

Sulla stessa riga anche i commenti di altre delle personalità presenti, tra cui Romano Mazzucco, Presidente della Camera di Commercio italiana in Giappone, che durante il suo intervento alla sala conferenze ha messo in evidenza l’importanza di una tale iniziativa che mette a contatto le risorse umane italiane e quelle giapponesi.

Bisogna sottolineare che comunque le aziende presenti non fanno direttamente qui opera di assunzione, ma semplicemente presentano il proprio profilo. Il lavoro di ricerca spetterà poi alla JAC, che avendo a disposizione i nominativi di tutti i partecipanti provvederà a mettere in contatto le persone con le aziende che hanno suscitato il loro interesse.

Carlo Gariglio, Presidente della Max&Co. ci dice che normalmente le aziende sono molto disorganizzate quanto si tratta di ricerca di personale: si fanno arrivare una marea di curriculum e spesso non procedono neanche ai colloqui.

Ragione in più per cui appoggiarsi ad un’azienda di recruitment è diventato fondamentale ed è molto importante avere occasioni come questa fiera in cui è possibile avere un contatto diretto con le persone in cerca di lavoro.

Parlando con alcuni dei partecipanti però, ci è arrivata la voce, un po’ delusa, secondo cui le aziende presenti alla fiera fossero semplicemente alla ricerca di commesse e non di personale ad altri livelli.

"Considerando le proporzioni tra chi in un’azienda lavora in negozio e chi in ufficio, è normale che anche il tipo di personale che si cerca si rifletta in questi numeri", ci dice ancora Carlo Gariglio, "nella mia azienda ad esempio quasi quattro quinti del personale lavora in negozio".

Assodata l’importanza che rivestono nel mondo del lavoro giapponese le Job Fair, rimane la domanda sulla necessità della specializzazione in senso "nazionale" di tale evento.

"Le normali Job fair sono troppo generali, nel senso che sono presenti ditte che non c’entrano niente fra di loro sia per quanto riguarda il prodotto che per quanto riguarda la provenienza geografica, cosa che risulta nel fatto che si viene in contatto con un gran numero di persone che non hanno uno specifico interesse nella tua azienda", ci suggerisce Lorenzo Scrimizzi, Presidente della Carpigiani Japan.

"In una fiera come questa invece, già in partenza sai che le persone che vengono hanno un interesse per l’Italia, ma non c’è solo questo: è innegabile che italiani e giapponesi abbiano una concezione del lavoro e lavorino in modi differenti, tuttavia trovandosi ad operare in Giappone è necessario per un’azienda italiana ricorrere a personale del posto. Tenendo conto di questo, sapere che la persona che stai per assumere non solo ha un interesse per l’Italia ma magari è anche conscia del fatto che si troverà di fronte ad un modo diverso di gestire il lavoro, rappresenta un punto in più quando l’azienda si trova a dover scegliere tra una rosa di diversi candidati".

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Gigi Boccasile