La riforma dell’imposta sul valore aggiunto della Repubblica Popolare Cinese

Negli ultimi tempi, sono state adottate in Cina una serie di misure volte a ridurre la pressione fiscale sulle imprese, supportare il mercato domestico, raggiungere gli obiettivi di tasso di crescita dell’economia cinese, del prodotto interno lordo e di sviluppo sociale.

Le Aliquote Iva in Cina

Le nuove aliquote che saranno probabilmente adottate a partire dal primo aprile 2019, seguono il taglio già avvenuto nell’anno precedente: risale all’aprile 2018 l’emanazione congiunta del Ministro delle Finanze e dall’Amministrazione statale delle imposte della circolare Caishui no. 32 (2018) che ha esteso l’applicazione dei tassi Iva aggiornati alle transazioni domestiche.
In base alla circolare, a partire dal primo maggio veniva applicata l‘aliquota del 16% alle transazioni precedentemente soggette ad aliquota del 17% (i.e. vendita o importazione di beni). L‘Iva su altri servizi veniva ridotta dal 11% al 10%.

I tagli di cui sopra rappresentano le ultime fasi di un processo di riforma avviato nell’anno 2012, quando la Cina ha introdotto la riforma Iva con l’obiettivo di sostituire la Business Tax con l’imposta sul valore aggiunto. La riforma Iva è stata introdotta inizialmente a Shanghai, successivamente estesa ad altre città e province, per trovare una completa applicazione all’intero territorio cinese dal primo agosto 2013.

Articolo a cura di: Lorenzo Riccardi, Luigi Wang, Giuliana Mercuri

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