La Abbott arresta la distribuzione in Thailandia

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21 Marzo 2007

BANGKOK: I responsabili del colosso farmaceutico Abbott hanno annunciato la propria intenzione di non lanciare nuovi farmaci in Thailandia nell’immediato futuro, in segno di protesta contro la decisione del governo di Bangkok di autorizzare la produzione di copie generiche di alcuni farmaci coperti da brevetto internazionale.

"La Thailandia ha scelto deliberatamente di non rispettare la normativa vigente in tema di tutela dei brevetti, dunque noi ci sentiamo in diritto di non distribuire nel paese i nostri prodotti", ha affermato la portavoce della Abbott, Melissa Brotz, la quale ha precisato che l’iniziativa non riguarderà i medicinali già in commercio.

La decisione della casa farmaceutica statunitense costituisce dunque una ferma risposta all’iniziativa, adottata ad inizio anno dal ministro della Salute thailandese, volta ad autorizzare la produzione di copie generiche di farmaci efficaci nella lotta contro il virus dell’AIDS e per la cura di malattie cardiovascolari. Tra tali medicinali figura anche Kaletra, farmaco antivirale prodotto dalla Abbott.

Le autorità thailandesi hanno invocato, al momento dell’adozione di tale provvedimento, il cosiddetto diritto alla licenza obbligatoria, enunciato dall’Organizzazione mondiale del commercio (Wto), secondo cui qualsiasi governo è legittimato a dichiarare un’"emergenza sanitaria" ed autorizzare la produzione, l’importazione e la vendita di copie generiche di un medicinale brevettato senza necessità di chiedere il permesso al titolare del brevetto. Iniziative in tal senso sono già state adottate anche da altri paesi, tra cui l’India ed il Brasile.

Il ministro della Salute, Thawat Suntrajarn, ha riferito di non essere sorpreso dal’iniziativa della Abbott, che in qualche modo era stata messa in preventivo: "E’ una delle reazioni che ci aspettavamo. Non saremo preoccupati fino a quando ci saranno molte altre aziende che continueranno a commercializzare i propri farmaci in Thailandia. La nostra coscienza è tranquilla, perché siamo consapevoli di aver adottato un provvedimento indispensabile per consentire la riduzione del costo di farmaci necessari a salvaguardare la vita di migliaia di persone", ha spiegato il ministro.

Secondo quanto riportato dall’UNAIDS, organizzazione delle Nazioni Unite per la lotta contro l’AIDS, vivono in Thailandia circa mezzo milioni di persone infette dal virus HIV mentre, secondo il ministro, il paese può permettersi di acquistare medicinali anti-HIV solo per un quinto dei malati.

L’iniziativa del governo thailandese ha suscitato, da un lato, l’approvazione delle organizzazioni che si battono per la tutela dei diritti dei malati e, dall’altro, le vivaci proteste delle aziende farmaceutiche, mentre le autorità di Bangkok hanno replicato di essere pronti ad avviare un dialogo costruttivo con le case farmaceutiche a condizione che si realizzi una riduzione significativa del costo dei medicinali da loro prodotti.

Fabio Grandin