La Cina alla conquista di uno sviluppo sostenibile

19 Marzo 2007

PECHINO: La citta’ sta cambiando a vista d’occhio, palazzi sorgono come funghi, anzi piu’ velocemente dato che non aspettano il mutare delle stagioni, mentre altri vengono rasi al suolo. Finalmente questa mutazione urbanistica ha uno scopo a livello mondiale: dimostrare che la Cina ha una cultura dell’ambiente oltre che del boom economico.

La capitale cinese ha deciso di presentarsi alle olimpiadi come la dea dei quattro elementi. Per farlo ha coinvolto i piu’ famosi architetti internazionali, promovendo progetti urbanistici ispirati alla natura e al rispetto dell’ambiente.

Il nuovo stadio costruito a forma di nido di rondine e’ un sempio di questo cambio di rotta.

Ideato dai due architetti svizzeri Herzog e De Meuron, l’edificio e’ un ovale, con linee che si intersecano in un punto centrale chiuso, il tetto. Questa immensa struttura, che ha fatto vincere ai suoi creatori il concorso internazionale di progettazione del 2002, simboleggia l’unione tra la terra e il cielo. I suoi elementi strutturali giocano con questo concetto: incroci di maglia e dettagli riempitivi, calcestruzzo e materiali leggeri, danno l’idea di un gigante leggero.

Gli stessi principi di cura urbanistica, di sviluppo dei complessi architettonici nel rispetto dello spazio in cui vengono inseriti, valgono per il fratello dello stadio olimpico di Pechino, ovvero lo stadio olimpico del nuoto.

Il water cube, come viene chiamato dai suoi disegnatori e’ il simbolo dell’elemento acqua. La sua collocazione esattamente a fianco dello stadio di Herzog e De Meuron rende completo il richiamo alle forze della natura. Futuristico nella sua semplicita’, il National Swimming Centre si presenta come un rettangolo dalle pareti che riflettono la luce dell’acqua e del cielo.

Il progetto, curato da uno studio australiano e cinese rispecchia appieno il nuovo desiderio da parte del governo cinese di risparmio energetico e di sostenibilita’ dello sviluppo. Il complesso infatti e’ rivestisto da una maglia di teflon che gli permette di sfruttare l’energia del sole per riscaldare gli impianti e le piscine all’interno dell’edificio.

I due progetti non sono gli unici messi in cantiere dal governo cinese. Altri edifici sono stati pensati e studiati per rappresentare lo Stato del 2008 e per urlare al mondo la volonta’ di un boom economico sano.

Il 4C building e’ un ennesimo esempio. L’edificio sara’ la nuova sede del ministero dell’ambiente cinese ed italiano. Il progetto curato dallo studio di architettura di Mario Occhiuto ha lo scopo di promuovere i principi di un’urbanistica intelligente che sfrutta le regole del risparmio energetico e dell’armonia tra gli spazi. I colori caldi della facciata ricordano all’osservatore le caratteristiche del Bel Paese ma le linee moderne lo integrano perfettamente con la fame di novita’ e di crescita della Cina.

"Si tratta di una cooperazione che volge uno sguardo al futuro positivo" afferma l’architetto Marzia Sgro, responsabile del progetto a Pechino. "Il ministero dell’ambiente italiano ha finanziato parte della struttura ma con la clausola che l’investimento sia proficuo per entrambi. E’ un modo agevolare la cooperazione tra le aziende nazionali e quelle cinesi".

Cosi’ mentre l’Italia cerca di sfruttare la propria conoscenza in capo architettonico per promuovere la propria economia, la Cina mostra di non essere insensibile alla questione ambientale e risponde con i fatti alle accuse che avanzano dal fronte ambiente e che la coronano come uno dei piu’ grandi consumatori di energia del nuovo millennio.

Il recupero di temi legati ai quattro elementi e la volontà di uno sviluppo sostenibile e’ un esperimento per una potenza che cerca di far convivere i contrasti tra la modernita’ e i principi della tradizione, correndo verso il 2008 con aria di pacifica sfida.

Alice Rosolen