La Cina apre il nucleare agli investitori stranieri

8 Giugno 2007

PECHINO: Al fine di soddisfare la crescita esponenziale della domanda interna di elettricità, la Cina è intenzionata a dare maggiore impulso ai propri programmi di produzione di energia nucleare aprendo il settore anche agli investirori privati, sia locali che stranieri.

L’annuncio è stato dato dall’agenzia di stampa del governo cinese Xinhua, che ha precisato come l’attuale fase di revisione della locale normativa in materia energetica condurrà ad una decisa apertura del mercato dell’energia nucleare, consentendo ad imprese cinesi e straniere di partecipare agli investimenti nei progetti governativi di espansione del nucleare nel territorio cinese, pur rimanendo preclusa la possibilità di detenere quote di maggioranza nelle aziende statali.

In base al piano di sviluppo a lungo termine del settore dell’energia nucleare elaborato dalle autorità cinesi, entro il 2020 è previsto il raggiungimento di una capacità complessiva pari a 40 milioni di kilowatt attraverso l’avvio di almeno tre nuove centrali ogni anno. In tale prospettiva, il governo cinese ha già siglato lo scorso marzo un accordo con l’azienda americana Westinghouse, specializzata nella realizzazione di impianti nucleari, per la messa in funzione nel territorio cinese di quattro nuove centrali.

Al momento sono attive in Cina dieci centrali nucleari, tra cui il colossale impianto di Tianwan nella provincia orientale di Jangsu, entrata in funzione lo scorso 17 maggio; la capacità complessiva delle attuali centrali è pari a 8 milioni di kilowatt.

Secondo quanto riportato dalle autorità cinesi, l’industria nucleare ha generato in totale lo scorso anno 54,8 miliardi di kilowatt-ora, meno del 2% dell’energia complessiva prodotta nel paese. L’obiettivo del governo è raggiungere una quota pari al 4% entro il 2020.

Il governo cinese possiede al momento più di 300 aziende ed istituti di ricerca e produzione operanti nel settore dell’energia nucleare, impiegando una forza lavoro di circa 50.000 unità.

Se da un lato si prevede per il 2007 una crescita del 14% della produzione di elettricità in Cina, d’altro canto tale incremento non appare comunque in grado di soddisfare le esigenze del mercato e dei consumatori, come dimostrano i frequenti black-out che coinvolgono in particolare le province di Guandond, Zhejiang, Hainan, Shanxi e Liaoning. Il fabbisogno di elettricità del settore industriale corrisponde a circa il 76% del totale.

Fabio Grandin