La Cina e la diplomazia culturale

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26 Luglio 2006

PECHINO: Negli scorsi 18 mesi il Governo cinese ha lanciato un programma di diplomazia culturale, attraverso la fondazione degli Istituti di Confucio, creati per l’insegnamento della lingua cinese agli stranieri.

La creazione di 100 istituti entro il 2010 rientra nel piano della Cina nello sviluppo di un’immagine "globale e internazionale".

La Cina non è certo il primo paese in via di sviluppo ad usare questo tipo di ‘diplomazia culturale’, tuttavia la portata e l’impatto di questi istituti supereranno qualsiasi altro precedente tentativo messo in atto da stati non sviluppati.

Per il governo cinese la creazione di questi centri è l’opportunità di dare un’immagine "pacifica e cooperativa" della cultura cinese al mondo esterno.

Le Olimpiadi di Pechino 2008 e lo Shanghai World Expo 2010 rientrano anch’essi in questo progetto.

La maggior parte delle università dove saranno realizzati gli istituti sono scuole famose, anche se non di altissimo livello. Gli Istituti di Confucio sono infatti ancora in una fase iniziale di sviluppo. Il loro obiettivo è chiaramente "politicamente neutrale". Ciononostante, ci sono elementi nel progetto che potrebbero in futuro creare possibilità di conflitto.

Tra gli elementi dell’insegnamento e la promozione della lingua cinese, il tutto con un "tocco locale", troviamo attività accademiche e gare di cinese, proiezioni di film e programmi tv cinesi. Non va dimenticato che sia le attività accademiche che i film e i programmi televisivi saranno controllati ed eventualmente censurati.

Anche se gli istituti affermano esplicitamente di "adeguarsi alle leggi e ai regolamenti locali", dovranno in ogni modo anche accettare la guida gestionale da parte dei loro quartier generali e seguire degli standard prefissati di insegnamento.

Non è chiaro cosa potrebbe succedere qualora l’istituto decidesse di tenere attività in conflitto con la posizione del governo cinese centrale, ma è difficile che accada dal momento che i centri preferiscono evitare controversie per non vedere tagliati i fondi governativi.

Resta, tuttavia, la differenza negli obiettivi dichiarati dagli accademici occidentali, e quelli del sistema educativo cinese, più patriottico nei suoi scopi, il che potrebbe gettare le basi per potenziali conflitti nel corso dello sviluppo del progetto.

Ylenia Rosati