La Cina mette in guardia dai nuovi casi di Aviaria questa primavera

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21 Febbraio 2006

La Cina mette in guardia da nuovi probabili casi di aviaria in questa primavera e perciò ha categoricamente vietato importazioni di volatili selvatici e dei loro prodotti dai 10 paesi che sono stati colpiti ultimamente dal virus (compresi Germania, Francia, Italia, Egitto e Kuwait), riferiscono oggi i media ufficiali. La Cina finora ha riportato oltre 30 casi di H5N1 sia nel pollame che tra i volatili selvatici in una dozzina di province, insieme ad 11 casi di contagio umano negli ultimi mesi di cui 8 decessi. "C’è ancora la possibilità di un’epidemia di aviaria in un’ampia area del paese in questa primavera", riferisce il ministro dell’agricoltura Du Qinglin al quotidiano "China Youth Daily" nel corso di una conferenza. Du ha parlato di un aumento del flusso migratorio dei volatili dopo l’inverno e maggiori importazioni di pollame con l’inizio della nuova stagione. "La protezione e il lavoro di vaccinazione sul pollame è difficile nelle zone rurali più distanti", ha detto Du. "La situazione è ancora molto seria". In Asia un gruppo di scienziati ha pubblicato un lavoro nel 2004 secondo cui il virus H5N1 circolerebbe in Cina già dal 2001, e raggiungerebbe il culmine durante la stagione invernale. L’aviaria è endemica tra i circa 14 miliardi di polli stimati in Cina, la maggior parte di cui è allevata in aree a stretto contatto umano. Il virus H5N1, che ha finora mietuto 92 vittime nel mondo, era stato confinato al continente asiatico prima che si diffondesse anche nel Medio Oriente, in Europa e persino in Africa. C’è chi vede in ciò la fiamma di una pandemia mondiale.

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