La Coca Cola rassicura i consumatori indiani

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21 Agosto 2006

NUOVA DELI: Il governo indiano, dopo le notizie del ritrovamento di una quantità di pesticidi all’interno di alcune bevande analcoliche superiore a quella concessa dai regolamenti, sembrava essere sul punto di prendere decisioni radicali. Da diverse fonti venivano riportate notizie secondo le quali le principali compagnie produttrici di soft drinks avrebbero visto le proprie campagne pubblicitarie messe al bando, e non si escluse un possibile ritiro dal mercato di eventuali bevande irrispettose degli standard qualitativi previsti nel Paese.

Le intenzioni del governo sono state poi esplicitate tramite il Ministero dell’Informazione e delle Comunicazioni, che ha reso noto che, se da ulteriori approfonditi test su tali bevande, verranno ritrovate delle sostanze pesticida in misura superiore a quella tollerata, verranno prese serie decisioni riguardo alla distribuzione e alla vendita delle bevande analcoliche in oggetto.

Le indagini riguarderebbero alcune bevande importanti, tra cui la Coca Cola, la cui società produttrice è la più rilevante al mondo, e che è passata subito al contrattacco per difendere la propria immagine e non scatenare allarmismi nel resto del mondo. Dal quartier generale della multinazionale con le bollicine è stato annunciato che l’azienda è al lavoro con i laboratori indiani per porre in essere dei test che assicurino dei risultati certi e accurati nella rilevazione di pesticidi non soltanto nelle bevande, ma in qualsiasi altro prodotto commestibile.

La società ha inoltre rassicurato i consumatori affermando che le proprie bevande sono commercializzate solo dopo aver superato dei test qualitativi che assicurino il rispetto degli standard nazionali, e che il processo di purificazione dell’acqua e dello zucchero e il processo di imbottigliamento vengono effettuati allo stesso identico modo sia in India che negli Stati Uniti.

Come ulteriore passo in avanti per smentire eventuali dubbi sulla qualità dell’acqua utilizzata come base per le proprie bevande, la Coca Cola ha riferito di aver aumentato il tempo di contatto della propria acqua con il carbonio attivo da sette a ventisette minuti.

Roberto Rais

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