La corsa di Tata e Maruti

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30 Gennaio 2007

NUOVA DELHI: Tata e Maruti sembrano movimentare più delle altre concorrenti il mercato automobilistico indiano di gennaio. Tata Motors Ltd. ha infatti annunciato di aver accettato un’offerta della Fiat, allo scopo di rafforzare la partnership indo-italiana con l’azienda torinese. La nuova intesa è volta a rafforzare la joint venture già esistente dallo scorso luglio, impegnando le due società su un progetto a medio-lungo termine dal valore complessivo di oltre 900 milioni di dollari in investimenti, finalizzato alla progettazione e realizzazione di utilitarie economiche.

L’annuncio di Tata sembra così dare risposte ufficiali a coloro che si domandavano insistentemente quale sarebbe stato l’utilizzo dell’impianto in costruzione a Singur, la cui elaborazione tecnica sta suscitando qualche protesta locale. A Singur è in fase di predisposizione un mega impianto su un terreno di circa 1.000 acri, 700 dei quali andranno destinati all’edificazione dell’unità principale, mentre i restanti andranno adibiti per costruzioni ausiliari.

L’impianto sarà pronto entro dieci mesi, mentre le strutture basilari degli edifici principali saranno completate al massimo tra sei o sette settimane. Tata ha precisato inoltre che l’impianto è stato costruito nel rispetto della specificità del distretto locale, dichiarando che ingenti vantaggi verranno generati per le popolazioni dei dintorni, visto e considerato che dalle più recenti stime la fabbrica dovrebbe impiegare quasi 2.500 persone.

Grazie anche alla collaborazione italiana, la capacità produttiva a pieno regime consentirà la produzione di oltre 100.000 macchine e 200.000 motori, già a partire dal 2008. Fiat e Tata stanno inoltre discutendo cooperazioni commerciali e industriali in America Latina.

I recenti movimenti di Tata non sembrano tuttavia provocare particolari reazioni nella concorrenza. Tra le fila degli antagonisti più agguerriti, Maruti sembra spiccare su tutti: l’azienda leader ha infatti lanciato, appena mercoledì scorso, le nuove versioni "LDi" e "VDi" della Swift, che rappresentano due varianti del modello diesel.

Il prezzo competitivo e l’affidabilità delle vetture sembrano poter contribuire a rendere più difficile il raggiungimento degli scopi di Tata nel settore delle automobili utilitarie a costi contenuti. Maruti ha dichiarato che la nuova offerta è la risposta più adeguata al mercato indiano, che con insistenza chiede nuove macchine diesel. E, forse, è anche una risposta agli attacchi di Tata Motors

Roberto Rais