La guida d’approfondimento: il visto per l’India. Estendere visto turistico e visto di lavoro

10 Ottobre 2007

NEW DELHI: Capita sempre più spesso a quanti si recano in India che al momento di lasciare il paese una sorta di malinconia, da prima leggera come un granello di sabbia, ma dopo pesante come un macigno, si posi sul petto, proprio sopra il cuore, e renda difficile se non impossibile lasciare il paese secondo i tempi e le modalità previste. Capita anche, molto meno prosaicamente, che chi si trova in India per lavoro, quindi con un Visto Business, debba trattenersi nel paese oltre il periodo stabilito e pertanto necessiti di una estensione del permesso di soggiorno.

Fermo restando che la procedura di estensione di un Visto di lavoro è difficile, anche se non impossibile, vi guiderò oltre i confini indiani sino in Tailandia per riuscire ad ottenere un nuovo Visto turistico e sarò la vostra guida a Delhi, dentro i meandri del Minister Home Affaire, per riuscire ad aiutarvi nella difficile impresa di ottenere l’estensione di un Visto di lavoro, con la promessa di indicarvi la soluzione migliore per non farvi perdere la calma, anche di fronte alla ferruginosa burocrazia del subcontinente.

In Italia, sia a Milano che a Roma, i rispettivi Consolato e Ambasciata indiani non rilasciano più, come facevano un tempo, visti turistici di sei mesi, ed attualmente la validità dei Visti non supera i tre mesi. Inoltre, da alcuni mesi, le persone che risiedono nel Nord Italia e che intendono richiedere il visto per l’India, non dovranno più rivolgersi al Consolato di Via Larga a Milano, ma all’ Indian Visa Outsourcing Centre di Via Marostica 34 sempre a Milano, che risponde allo 02/48701173.

Purtroppo in India non è possibile, se non in casi estremi, riuscire ad ottenere l’estensione di un visto turistico, e dato che il mio Visto era prossimo alla scadenza, l’unica soluzione possibile prospettatami una volta contattata l’Ambasciata indiana di Roma, era quella di tornare in Italia e lì richiedere un altro Visto. Ad ulteriore conferma di questo, presso l’ufficio competente di Bangalore (Commissioner of Police Infantry Road, Bangalore — 560051, Phone : +91-80-2294 2186, +91-80- 22263875), mi era stato detto, sin da subito, che non vi era modo, in nessun caso, di rinnovare un visto turistico e che l’unico Ente competente preposto era l’Ufficio di Delhi ( c.o. Ministry of Home Affaire, Jaisalans House n. 26, Monsingh Road, 110003 New Delhi, Tel. 23383075, Fax. 23383888).

Tuttavia, dopo aver incaricato un’agenzia specializzata di seguire la pratica per non dovermi recare di persona nella capitale, ed alla quale avevo lasciato ampio margine di manovra e libertà di contante, casomai fosse capitata una urgenza ‘in itineris’, anche la soluzione di richiedere l’estensione a Delhi non si era rivelata realizzabile. Pertanto, scartando l’ultima speranza rappresentata dall’ufficio di Bombai http://immigrationindia.nic.in/frro_mumbai_address.htm (Foreigners’ Regional Registration Office, Annexe Bldg n. 2, CID, Tel. +91-22620446), nel quale mi ero recata di persona per chiedere l’estensione, ormai mi vedevo costretta, mio malgrado, a dover far ritorno in Italia per richiedere un altro visto.

Fortunatamente, e grazie ad una notevole dose di faccia tosta, proprio quando ero a Bombai, mossa più dalla disperazione che dal raziocinio, e mentre stavo cercando con tutti i mezzi, leciti o meno, di ottenere un nuovo Visto o perlomeno una estensione di quello vecchio, un ragazzo belga, parlandomi sottovoce in francese, mi aveva suggerito di uscire fuori dal paese e da li (senza per questo ritornare in Italia) chiederne uno nuovo.

A mali estremi, penso, estremi rimedi e così dopo un po’ di ricerche, le uniche soluzioni possibili, sia perché più vicine a Bangalore sia perché più economiche in termini di costi di viaggio, sembravano essere lo Sri Lanka con un ufficio a Colombo (High Commission of India, Colombo 36-38, Galle Road, Colombo 03, Tel : 0094-11-2327587 / 2422788 / 2421605, Fax : 2446403/ 2448166) oppure la Thailandia, raggiungibile con tre ore di volo da Bangalore (al costo di 200,00 Euro) e con un’Ambasciata indiana proprio a Bangkok.

Fermo restando che le tempistiche per ottenere un nuovo Visto indiano in Tailandia sono all’incirca di una settimana, ecco, passo per passo, cosa fare per ottenere un nuovo visto indiano a Bangkok.

Nuovo Visto turistico

Come prima cosa bisogna informarsi (tramite Google o tramite il sito dell’Ambasciata Indiana in Tailandia) che non vi siano festività indiane o tailandesi nella settimana in cui si sceglie di inoltrare la richiesta. Questo per fare in modo che la pratica, che normalmente per essere espletata richiede 5 giorni lavorativi, non venga posposta a data da definirsi, con notevole spreco di tempo e denaro.

Quindi, il primo lunedì utile della settimana (facendo attenzione a non lasciar scadere il vecchio visto), bisogna recarsi dalle 09h00 alle 12h00 presso l’Ambasciata Indiana di Bangkok (46, Soi 23, Sukhumvit Road, tel. +66 2 258 0300 to 6) e lì consegnare due foto tessere, copia del passaporto ed un modulo, precedentemente scaricato dal sito dell’Ambasciata, e debitamente compilato in tutte le sue parti.

Ecco il link dell’Ambasciata indiana in Tailandia da cui scaricare il modulo e reperire tutte le informazioni del caso:

http://www.embassyofindia-bangkok.org/

Il costo per una nuova Tourist Visa di 6 mesi con entrata multipla è di 2.100 Bath, circa 45 euro, ma nel sito dell’Ambasciata sono spiegate le modalità per ottenere diverse tipologie di visto, da quello turistico a quello per business sino a quello per studio etc.).

Alla fine, il venerdì seguente, dalle 12h00 alle 13h00, bisogna ritornare in Ambasciata a consegnare il passaporto, che dovrà poi essere ritirato dalle 15h00 alle 16h00 dello stesso giorno con il nuovo visto attaccato sopra.

Come ulteriore informazione, per risparmiare dei soldi preziosi che possono essere spesi meglio, e le occasioni in Tailandia non mancano di certo, consiglio di arrivare a Bangkok con degli euro e una volta in aeroporto cambiare il tanto che basta per le prime necessità. In città poi i tassi di cambio sono nettamente superiori a quelli praticati in aeroporto.

Sconsiglio poi di prendere il taxi dall’aeroporto (500 B) ma di optare per un autobus (150 B) da prendere prestissimo al piano terra dell’aeroporto, per non finire nel leggendario traffico cittadino, e farsi lasciare in Sukhumvit Road, e da li prendere un taxi (30-50 B) e farsi accompagnare in Ambasciata.

Inoltre, consiglio di cercare alloggio nella zona cinese di Bangkok, e più precisamente intorno alla zona pedonale di Khao San Road Market, dove le Guest House sono numerosissime ed i costi molti contenuti (da 190 B a 800 B la stanza con aria condizionata).

Per il resto le occasioni di svago a Bangkok sono numerosissime.

Io personalmente ho preferito viaggiare per il paese mentre aspettavo che la nuova Visa venisse rilasciata, ma ho conosciuto anche chi è andato in Cambogia oppure in Laos o chi ha trascorso l’intera settimana a Bangkok.

L’unica cosa che posso aggiungere è che il venerdì pomeriggio, dopo aver finalmente ritirato il nuovo visto, facevo letteralmente i salti dalla gioia.

Estensione del Visto per lavoro

Un discorso a parte, invece, va fatto per quanto riguarda l’estensione del Visto di lavoro. Come dicevo prima, per quanto difficile, non è impossibile riuscire ad ottenerne il prolungamento, anche se di regola questo non è superiore ai due o tre mesi. L’estensione della Visa Business può essere richiesta unicamente presso l’Ufficio di Delhi http://mha.nic.in/fore.htm (c.o. Ministry of Home Affaire, Jaisalans House n. 26, Monsingh Road, 110003 New Delhi, Tel. 23383075, Fax. 23383888), dove ci si deve recare di persona, meglio se in prima mattinata viste le file e le lungaggini burocratiche, per consegnare insieme alla copia del passaporto ed alle fotografie, una lettera del datore di lavoro indiano attestante le motivazioni che hanno spinto a richiedere un prolungamento del visto, ed indicante l’emergenza della richiesta ed il suo carattere di straordinarietà.

Una volta fatta la fila presso la segreteria dell’ufficio del Ministry of Home Affaire e raggiunto l’ufficio competente, dopo aver compilato i moduli che vi verranno consegnati, a fine mattinata finalmente si viene chiamati per un colloquio, durante il quale, oltre a giustificare il motivo che a portato a richiedere l’estensione del Visto, si dovranno consegnare tutti i documenti insieme alla lettera del datore di lavoro.

Nel caso il colloquio abbia avuto esito positivo, l’impiegato vi chiederà di ritornare nel pomeriggio e dopo una ulteriore fila di un paio d’ore vi verrà data una lettera del Ministero, sigillata, che dovrà essere consegnata a mano presso il Forenairs Register Office della città di appartenenza, nel mio caso Bangalore.

Una volta ritornati nella città di appartenenza, nel mio caso Bangalore, e dopo aver compilato ulteriori nuovi moduli, tra cui una lettera dell’azienda che garantisca il rimpatrio in caso di eventuale insolvenza economica, e che dovrà essere controfirmata da un notaio (Financial Guarantee Affidavit), vi verrà richiesto di lasciare il passaporto presso il Forenairs Register Office della vostra città, che vi verrà riconsegnato il giorno dopo con il timbro attestante l’estensione.

Alla fine di questo lungo calvario burocratico, di cui ne capisce la portata solo chi lo ha provato di persona, l’unica consolazione è che potrete prolungare la vostra permanenza in India, anche se mai, come dopo esservi scontrati con la burocrazia indiana, sentirete forte la nostalgia di casa.

Mercedes Lopez