La riflessione: La stampa cinese è sempre più verde, ma i loro lettori lo sono altrettanto?

25 Settembre 2007

Marco Wong, esperto conoscitore di Cina, professionista nel ramo delle new and communication technologies ed opinionista su Corriere Asia vanta diverse esperienze di valore nel proprio percorso lavorativo. Dal 2004 è in Huawei Technologies, uno dei maggiori costruttori di apparecchiature di telecomunicazioni mondiali, ed attualmente è Vice President della filiale italiana gestendone la rete di vendita sui principali clienti italiani.

SHANGHAI- La riflessione di Marco Wong: nella stampa cinese si dà sempre più risalto alle tematiche ambientali, ma quanto è reale il riscontro nel lettore medio?

Mi leggo oggi la rassegna stampa dei giornali cinesi, e noto diversi titoli che hanno un fattor comune, e cioè l’ambiente. Si parte dai risultati della giornata senza macchine, con i report da un giornale di Shanghai che misura l’efficacia della misura dai tempi di percorrenza delle ambulanze nella città, e dal quale si conclude che un certo effetto, almeno a Shanghai, il provvedimento l’ha avuto.

Un altro articolo commenta le ragioni della giornata senza macchine, e riporta delle interviste ad alcuni politici che fanno equilibrismi dialettici per dimostrare che la politica governativa di stimolare non è sbagliata, ma che per tutta una serie di motivi vari anche la limitazione della circolazione delle macchine non è sbagliata.

E si conclude con quanto si propone, ma non si fa, in Italia oramai da decenni, e cioè il rafforzamento dei trasporti pubblici nelle città medie e grandi.

In un altro giornale di Shanghai si pone la domanda se l’utilizzo dell’acqua trattata da parte degli autolavaggi non ponga un problema di utilizzo di una risorsa scarsa come l’acqua non sia uno spreco, giungendo a calcolare che l’acqua utilizzata per pulire tutte le macchine di Shanghai in un anno è pari di due laghi di buona fama in Cina e chiedendosi come mai dei 792 autolavaggi di Shanghai solo 40 abbiano dei sistemi di riciclo dell’acqua.

Un altro articolo ancora illustra le politiche "verdi" del governo, per cui dovrebbero essere introdotte delle politiche di incentivazione economica per il raggiungimento di obiettivi ecologici, con multe e disincentivi per le aziende poco rispettose per l’ambiente.

A giudicare dall’attenzione che i media cinesi pongono alla questione ambientale, parrebbe proprio che il problema dello sviluppo sostenibile sia posto sempre di più all’attenzione dei cinesi.

Il problema è sicuramente evidente per chiunque abbia vissuto in una delle grandi città cinesi, a Pechino un cielo azzurro è oramai una rarità, ed il rapido sviluppo economico cinese ha anche portato anche in Cina tutti i negativi effetti collaterali dell’industralizzazione.

Ma, sempre leggendo i giornali e le riviste cinesi, basta dare una rapida occhiata ad una qualsiasi edicola cinese per notare che anche il recente amore dei cinesi per l’automobile gode di un buon battage mediatico.

L’occhio dei miei colleghi cinesi in visita in Italia cade sempre sui modelli di automobili che non sono commercializzati in Cina, ma che moltissimi comunque conoscono per averli visti nelle riviste specializzate, mentre non li scandalizzano più di tanto gli infami ingorghi romani.

Il che mi fa sospettare che questo esercizio dimostrativo della giornata senza macchina è solo il primo passo di una lunga lotta per fare sì che il cinese medio con un buon potere d’acquisto si convinca ad usare i mezzi piuttosto che il mezzo privato.

Marco Wong

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