La stampa estera premia l’India al Golden Globe Award 2009

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La stampa estera premia l’India al Golden Globe Award 2009

14 Gennaio 2009

L’India protagonista alla 66esima edizione del Golden Globe Award con The Millionaire, di Danny Boyle. La pellicola, tratta dal romanzo "Le dodici domande" di Vikas Swarup si è aggiudicata ben quattro riconoscimenti assegnati dall’HFPA (Hollywood Foreign Press Association), tra cui quello di miglior film drammatico.

È questa la riprova della bravura del regista britannico — già autore di The Beach, Una Vita Esagerata, Shallow Grave e Trainspotting –, ma allo stesso tempo ribadisce l’attenzione internazionale verso un’India che cambia e vive, staccandosi di dosso l’etichetta, se pur fortunata, di nuova potenza globale.

Ciò che colpisce di The Millionaire, è la coerenza con cui viene proposta l’India ‘vera’, quella che si respira visitando città come Mumbai, Delhi o Calcutta. Un’India in cui emerge il sentimento di affermazione delle nuove generazioni, qui rappresentate dal giovane Jamal Malik (interpretato da Dev Patel), il quale, per ritrovare l’amata Latika (Freida Pinto) nelle mani di un criminale, partecipa al popolare quiz televisivo condotto da Prem Kumar (Anil Kapoor, il Gerry Scotti indiano per intenderci).

Tuttavia, per quanto giovane e sveglio, Jamal è un portatore di tè in un call-center, è poverissimo e proviene dallo slum (bidonville) di Mumbai, quindi è accusato di barare quando inizia a rispondere correttamente ad una domanda dopo l’altra. Si scontra ancora una volta con la violenza di un Paese che non consente l’autoaffermazione, in cui la società è regolata dalla logica castale, quindi è la nascita a stabilire il destino dei singoli, non il talento.

Dopo una notte dalla polizia, torturato e interrogato, riesce a convincere il commissario dimostrando come ogni risposta data sia frutto della sua esperienza, un frammento di vita vissuta nelle strade dell’India. Così Jamal torna sulla poltrona del milionario e arriva in fondo, realizzando quel sogno di riscatto covato nell’animo di ogni indiano. L’abilità di Danny Boyle, affiancato dalla regista indiana Loveleen Tandan, consiste nel coniugare il melodramma indiano tipico delle produzioni di Bollywood, ad un realismo cui di rado viene dato spazio nel cinema Made in India.

Sebbene The Millionaire non ecceda in lustrini e canzonette, tanto in voga nei mielosi musical bollywoodiani, gli esperti prevedono un grande successo per la prima del 23 gennaio, in più di 300 sale cinematografiche indiane. Merito di un soggetto di qualità, non c’è dubbio, ma non dimentichiamo l’importanza dei quattro Golden Globes, più che sufficienti a ravvivare l’orgoglio nazionalistico indiano, soprattutto se uno è andato al 43enne compositore A.R. Rahman, di Chennai.

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Emanuele Confortin

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