La stretta sui media arriva anche a Hong Kong

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12 Luglio 2006

HONG KONG: La 78enne Radio Television Hong Kong, la risposta cinese alla BBC, offre un’immagine sicuramente molto diversa dai normali giornali, televisioni e stazioni radio locali.

Il sito web RTHK ricorda che la missione principale della trasmissione è essere una "piattaforma per la libera espressione". Ma visti i maggiori controlli sui media da parte della leadership cinese, molti politici democratici ed esperti del settore di Hong Kong si chiedono per quanto ancora RTHK resterà libera.

C’è chi sostiene che sia in programma la trasformazione della RTHK in un organo di propaganda di Stato. Pechino disapprova parte dei contenuti di RTHK, bloccando regolarmente l’accesso al suo sito web in Cina.

"La situazione sta peggiorando", dichiara Emily Lau, un tempo direttore dell’associazione dei giornalisti locali, "da quando è cessata la dominazione britannica nel 1997 il Governo di Hong Kong cerca di limitare la libertà di espressione", aggiunge Lau, secondo cui gli sforzi per limitare i media locali includono anche l’intimidazione e una "pressione dietro le scene".

Nel suo primo rapporto il 2 luglio, l’Associazione dei giornalisti di Hong Kong ha riferito che dal passaggio del potere alla Cina nel 1997, il numero dei media pronti a esprimere critiche contro il Governo è nettamente diminuito.

"La radio è diventata negli scorsi 20 anni il simbolo dello stato della libertà dei media di Hong Kong, dato che Pechino sta cercando di imporre il suo pensiero sui media locali", sostiene il rapporto redatto da diversi giornalisti, incluso il direttore del dipartimento dei notiziari in inglese di RTHK.

Negli anni successivi la fine del governo britannico, Pechino e i suoi sostenitori hanno sempre dato libero sfogo alle loro critiche nei confronti dei media di Hong Kong, che si allontanano dalla linea politica del governo centrale. RTHK ha infatti subito diverse pressioni per aver discusso di questioni quali Taiwan.

La stretta sui media anche a Hong Kong è il risultato di ciò che sta accadendo oltre confine. La Cina sta considerando una legge che multerebbe le agenzie di informazione straniere e locali per la diffusione di notizie in caso di emergenza senza il permesso ufficiale.

Secondo alcuni, la situazione a Hong Kong va comunque vista in prospettiva.

"Hong Kong resta il luogo a vantare la stampa più libera nella regione", ha dichiarato Chan Ying, direttore del centro di studi mediatici e giornalistici presso l’Università di Hong Kong.

Ylenia Rosati