L’altra faccia della Coppa del Mondo

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4 Luglio 2006

CHONBURI: Se sul campo la Coppa del Mondo è dominata dagli uomini, la fabbrica dove sono realizzati i palloni ufficiali è un mondo tutto femminile.

Solo una ventina dei 250 operai che assemblano qui i palloni firmati Adidas sono uomini, e Akiyoshi Kitano, supervisore giapponese della fabbrica, è convinto che sia meglio così.

"Le donne sono più abili", dichiara Kitano aggiungendo che le loro dita sono molto più agili e il loro lavoro molto più preciso.

Di tutta la struttura che regge la Coppa del Mondo- vendita di biglietti, pubblicità, gestione della sicurezza — si potrebbe obiettare che gli operai che lavorano in questa fabbrica, a circa due ore a sud-est da Bangkok, hanno il compito più importante, nonostante la paga da fame che ricevono, 200 dollari al mese inclusi gli extra.

"Guardo la Coppa del Mondo quasi ogni sera", dichiara Paitoon, supervisore del controllo qualità, e aggiunge "Ci sono momenti in cui la videocamera inquadra il pallone e penso a chi l’ha prodotto."

La Thailandia non si è qualificata per la Coppa quest’anno, e secondo molti ci vorranno degli anni prima che la squadra nazionale diventi abbastanza brava da riuscire a qualificarsi. Perciò, in qualche modo il pallone è il contributo del Paese a quest’evento quadriennale e non è solo un contributo della Thailandia.

In un mondo globalizzato, il pallone è un prodotto internazionale, quasi quanto la Coppa del Mondo. La pelle sintetica che ricopre il pallone è fatta nella Corea del Sud, il sottile strato gomma spugna dentro è fatto in Giappone, i "rigonfiamenti" del pallone — la borsa di gomma che contiene l’aria — viene dall’India, il materiale di cotone usato per la "carcassa", che sostiene i rigonfiamenti del pallone, dal Vietnam e i prodotti chimici che lo ricoprono dalla Germania.

Gli operai producono circa 1.800 palloni al giorno poi venduti a 150 dollari al pubblico.

Molto è stato detto del pallone, sviluppato da Adidas e Molten, una società giapponese specializzata in palloni sportivi, ma ci sono alcuni segreti nella fabbrica che molti fan ignorano: i palloni non sono tutti uguali. Anche muniti di alta tecnologia e materiali di alto livello, i palloni prodotti qui variano nel peso, di 30 grammi circa rispetto al prodotto finito, che pesa attorno ai 420-450 grammi.

"I grandi giocatori possono sentire la differenza anche di 5 grammi", riferisce Kitano. Ciò solleva il dubbio che uno degli operai in questa fabbrica, che guadagna 10 dollari la giorno, possa decidere il risultato di una partita della Coppa con pochi grammi in più, sufficienti ad alterare la traiettoria del pallone.

Nella fabbrica le temperature sono "infernali", sui 32 gradi fissi, ma ciò non impedisce agli operai di giocare a calcio o a basket alla pausa pranzo. È stata organizzata una Molten Cup che vede sfidarsi gli operai di diversi settori, ma sorprendentemente non usano i palloni che producono per le loro partite.

Ylenia Rosati