L’avanzata dei robot in Cina: pattuglieranno olimpiadi e insegneranno l’inglese

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26 Giugno 2007

PECHINO: La rivoluzione robotica avanza: i robot domineranno il futuro della società? Uno scenario che non è soltanto un tòpos fantascientifico: la robotica è tra i rami più interessanti della ricerca e dell’industria ad alta tecnologia in Cina, Corea del Sud e Giappone. Un settore in forte sviluppo, che impegna governi e grandi aziende in un grande obiettivo: portare le macchine intelligenti nella vita di tutti i giorni.

Non deve dunque stupire che il governo di Pechino abbia deciso di utilizzare “roboguardie” per garantire la sicurezza delle Olimpiadi 2008. Come il Dragon Guard X3, un robot miniaturizzato sviluppato da Grandar Robotics di Shanghai. Simile a una jeep miniaturizzata, X3 è attrezzato di braccia meccaniche, telecamere e sensori per rimuovere oggetti sospetti o per disarmare ordigni esplosivi. Verrà usato dalle forze di sicurezza che sorveglieranno i giochi olimpici ed ha un costo unitario di circa 300000 yuan (quasi 30.000 euro). Il Beijing Public Security Bureau, responsabile per la sicurezza dei giochi olimpici di Pechino, ha stanziato complessivamente oltre 500 milioni di yuan (49 milioni di euro) nell’acquisto di strumenti ad altissima tecnologia.

L’industria cinese sta sviluppando robot per la sicurezza e l’antiterrorismo, ma anche per cucinare e tenere in ordine la casa. E’ il caso di AIC-AC, il “cuoco” robot per la creazione istantanea di piatti tipici della tradizione cinese. Una delle tante soluzioni domestiche pronte a travolgere il mercato internazionale: i ricercatori dell’Università di Harbin hanno infatti creato un piccolo robot per la pulizia automatica della casa che avrà un prezzo attorno ai 3000 yuan (circa 300 euro). Dotato di aspirapolvere e sensori di movimento, il robottino costerà una cifra dieci volte inferiore rispetto alle controparti costruite in USA ed Europa. Prezzi competitivi e facilità d’uso saranno le caratteristiche principali dei prodotti in mostra al China Robot Expo, in programma a Pechino per l’ottobre del 2008 – una finestra sul mercato dei robot made in China.

La punta di diamante dell’industria robotica in Asia resta comunque il Giappone, dove i robot sono protagonisti indiscussi della cultura popolare e della produzione televisiva sin dagli anni sessanta. La situazione è decisamente mutata rispetto ai tempi dei megarobot nati dalla penna del disegnatore Osamu Tezuka: aziende come Honda e Sony stanno già producendo automi avanzati dalle sembianze umane, come i modelli Asimo e QRio. Androidi così sofisticati da potersi muovere senza problemi all’interno di un’abitazione, trasportare oggetti e scendere una rampa di scale tenendo per mano un essere umano.

Possono fare i maggiordomi, fornire informazioni prese da Internet o tenere sotto controllo la salute di un anziano. Il governo di Tokyo ha le idee chiare sulla portata “sociale” della robotica. La ricerca accademica nel campo dell’intelligenza artificiale e dell’automazione potrà creare importanti strumenti di supporto e assistenza per la popolazione del Giappone, che insieme all’Italia condivide il titolo di paese a rapidissimo e massiccio invecchiamento demografico.

Gli avanzatissimi automi antropomorfi del Giappone non sono ancora alla portata di tutti. Secondo Tatsuzo Ishida, a capo del dipartimento di robotica del gruppo Sony, “tra 10 o 20 anni i robot saranno diffusi come i personal computer di oggi” e s’inseriranno in fasce di prezzo simili. Fare previsioni può essere azzardato, ma gli esperti della Japan Robot Association, un’organizzazione di settore, hanno dichiarato che entro il 2010 la robotica rappresenterà un business da oltre 8 miliardi di dollari all’anno.

Anche la Corea del Sud punta a ritagliarsi un ruolo da protagonista nell’industria delle “macchine intelligenti”. E’ il primo paese che utilizza robot armati come guardie di confine e punta ufficialmente a diventare la prima potenza militare dotata di fanteria automatizzata.

La robotica sudcoreana è sbocciata grazie a un grande piano d’investimenti governativi per la creazione di robot multifunzione collegati alla rete senza fili di Korea Telecom. Il progetto di Seoul è quantomeno ambizioso: “Un robot in tutte le case del paese entro il 2020”, ha dichiarato Oh Sang-Rok, il coordinatore del network nazionale di ricerca e sviluppo che coinvolge numerose aziende e atenei.

Gli automi sviluppati in Corea del Sud potranno configurarsi in base alle situazioni per rispondere a esigenze domestiche o pubbliche. La rete mobile di Korea Telecom farà da infrastruttura per la distribuzione di informazioni ai singoli automi, capaci d’interagire in modo “naturale” con gli utenti umani. E’ così che diventeranno poliziotti municipali, guide per musei o insegnanti d’inglese presso gli istituti scolastici del paese. Dati, istruzioni e comandi verranno trasmessi da “centrali” gestite dal governo o dalle aziende.

Link Correlati

  • Honda ASIMO – http://world.honda.com/ASIMO/
  • Korea Advanced Institute of Science and Technology – Human Centered Interaction Design – http://dpl.kaist.ac.kr

Tommaso Lombardi

Redazione

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