L’imprenditoria “culinaria” in Giappone: l’esperienza di ALMA

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14 Maggio 2007

TOKYO: Alma, ambasciatori culinari in Giappone.

"In Italia c’era un vuoto di formazione professionale per quanto riguarda l’arte culinaria, ed Alma lo ha riempito".

Con queste parole è iniziata la conversazione che venerdì 11 maggio Corriere Asia ha avuto in esclusiva con Andrea Sinigaglia, Executive Manager e Docente di Storia della Cucina Italiana di Alma, la Scuola Internazionale di Cucina Italiana, con sede a Colorno (PR), retta da Gualtiero Marchesi.

La nostra intervista si è svolta presso la prestigiosa Scuola di Cucina e Nutrizione Hattori (Hattori Eiyo Senmon-Gakko), a Sendagaya, Tokyo, dove, nell’ambito degli eventi della Primavera Italiana, si è svolto un corso di tre giorni sulla cucina tipica parmigiana, culminato con la consegna degli Attestati di Pertecipazione rilasciati congiuntamente da Alma e dalla Hattori, cerimonia a cui abbiamo partecipato anche noi.

Il cuoco inviato da Alma, Massimo Spigaroli, del ristorante "Al Cavallino Bianco" di Polesine Parmense (PR), ha alternano la preparazione di alcuni semplici ma gustosi piatti parmigiani con spiegazioni che riguardano i prodotti tipici di Parma, in primis prosciutto crudo e parmigiano, lasciando spesso la parola anche allo stesso Sinigaglia.

Bisogna ricordare che questa iniziativa è stata organizzata grazie alla collaborazione tra Alma, la Parma Alimentare e l’ICE, e che quindi si pone in un’ottica di sponsorizzazione non solo della cucina italiana, ma anche e soprattutto dei prodotti alimentari di qualità che ne sono naturalmente la base.

In quest’opera di promozione dei prodotti tramite la cucina, Alma ha quindi un po’ quella che potremmo definire la funzione di un "cavallo di Troia".

"Esattamente", ci ha risposto Andrea Sinigaglia, "fin dalla sua nascita tre anni fa, Alma ha stipulato un protocollo d’intesa con l’ICE, che prevede la presenza degli esperti e dei cuochi di Alma all’interno dei progetti promozionali organizzati dall’ICE, che ci fornisce supporto logistico e traduttori, e che funge da cassa di risonanza a livello internazionale per la nostra scuola".

Alma infatti, pur essendo nata su impulso di un progetto di promozione territoriale da parte della Provinvia di Parma, è oggi una S.R.L. che si regge al 60% con le rette degli studenti e al restante 40% grazie ai propri innumerevoli sponsor. Di fondamentale importanza è quindi la promozione all’estero che Alma può ottenere grazie alla collaborazione con l’ICE.

"Abbiamo tenuto corsi per conto dell’ICE in diverse parti del mondo, dalla Cina alla Russia, corsi da cui noi guadagnamo un prezioso profitto d’immagine", aggiunge Andrea Sinigaglia, che si occupa anche di curare le relazioni con le scuole di cucina internazionali.

"Alma ha stipulato dei Joint Program con cinque prestigiose scuole di cucina, due in Canada, una negli USA, una in Corea e, per finire, la Hattori, qui a Tokyo. In base a questi accordi, le scuole all’estero hanno la possibilità di inviare da noi, a Colorno, gli studenti che sono interessati ad approfondire la conoscenza della cucina italiana.

Il fatto che delle cinque scuole internazionali con cui Alma ha sviluppato questi Joint Program una sia a Tokyo e una a Seoul, fa capire quanto la scuola sia interessata ad approfondire e ad ampliare i propri contatti in Asia. Fatto dimostrato anche dal viaggio compiuto lo scorso aprile dalle massime cariche di Alma a Pechino, dove, ancora sotto il patrocinio dell’ICE, si è svolto un corso di cucina italiana per i cuochi dell’importante catena alberghiera Shangri-la.

Alma tra l’altro mantiene stretti contatti con i propri ex-studenti stranieri, una volta che questi ritornano al loro paese, come dimostrato dalla presenza in qualità di assistente durante il corso di Motoko Abe, una giovane ragazza giapponese che una volta terminato il proprio periodo di studio in Italia ha aperto un corso di cucina italiana nella Prefettura di Iwate, di cui è originaria.

Ancora una volta quindi, se ce ne fosse stato davvero bisogno, appare chiaro quanto l’Asia in generale ed il Giappone in particolare possano rappresentare per l’Italia uno sbocco di enorme importanza per quanto riguarda sia gli scambi culturali che quelli commerciali.

E Alma, nella sua veste di ambasciatrice della cucina italiana nel mondo, ha quindi una funzione primaria, nel momento in cui, tramite i corsi di cucina, vengono veicolati e promossi al contempo sia i prodotti italiani di qualità che tutte quelle vive realtà imprenditoriali che si muovono attorno ad essi.

Gigi Boccasile

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