L’India dice sì al progetto TAR

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27 Marzo 2007

NEW DELHI: Un viaggio in treno dalla Scozia a Singapore? Presto potrebbe essere possibile grazie ad un ambizioso progetto ribattezzato "TAR", acronimo del ben più esplicativo Trans Asian Railway, un collegamento ferroviario intercontinentale lungo ben 81.000 chilometri, che, partendo da Singapore, avvicinerà 32 regioni asiatiche all’Europa.

L’otto marzo l’India ha finalmente dato il suo benestare al progetto, ratificando l’accordo e diventando parte attiva nella costruzione delle linee mancanti e nel rafforzamento di quelle esistenti, che saranno oggetto di un’iniziativa di ammodernamento per renderle fruibili alle nuove tecnologie.

L’imponente opera sarà completata solamente nel 2015 e anche se sono pochi coloro che l’hanno detto apertamente e con una vena critica, lo scopo fondamentale del progetto pare essere quello di collegare l’Europa a due nazioni come India e Cina, preoccupandosi scarsamente dei vantaggi che dovrebbero ricadere sugli altri Paesi connessi al TAR. È tuttavia innegabile che a beneficiare delle nuove possibilità di trasferimento non saranno solamente merci e persone oggetto di spostamenti intercontinentali, ma anche quelle oggetto di trasferimenti regionali e a breve raggio.

Come ha dichiarato il Ministro indiano per gli Affari Parlamentari, Priya Ranjandas Dasmunsi, questo accordo aiuterà lo sviluppo del traffico ferroviario, incentivando il turismo e il commercio in tutte le regioni asiatiche. Oltre all’India, altre diciassette nazioni hanno già firmato l’intesa: tra di esse due colossi come Russia e Cina, regioni confinanti come il Nepal, e gran parte del Sud Est asiatico.

L’India darà il suo contributo nella costruzione delle nuove linee ferroviarie tramite l’azione dell’Indian Railways, che dovrebbe mettere a punto un collegamento di circa 350 chilometri da Jiribam a Moreh, nel Myanmar, e anche se la data dell’inizio dei lavori non è ancora stata fissata, l’avvio dei cantieri non dovrebbe tardare troppo.

A promuovere e supportare il progetto è soprattutto l’UNESCAP, United Nations Economic and Social Commission for Asia and the Pacific, che può finalmente gioire per il prossimo completamento di un progetto in realtà vecchio di quasi cinquant’anni: era il 1960 quando venne scelto il tragitto ferroviario per collegare Singapore a Istanbul, una lunga linea di 14.000 chilometri che avrebbe dovuto far impallidire l’attuale collegamento ferroviario più esteso del globo, la TransSiberiana, che collega Mosca a Vladivostok attraversando 87 città per un totale di 9.288 chilometri.

Con il passare degli anni il TAR si è aggiornato e ramificato, prevedendo una ricca ragnatela di connessioni che dovrebbero confluire nella colonna vertebrale della Trans Asian Railway, un veloce corridoio che attraversando mezzo mondo unirà la Scozia all’estremo oriente. Il TAR costituirà inoltre uno dei tre pilastri dell’Asian Land Transport Infrastructure Development Project, sviluppato dall’UNESCAP nel 1992, e che, secondo la stessa commissione, dovrebbe rendere più rapido ed efficiente il commercio asiatico, supportando una straordinaria crescita che si aggira attorno al 13% annuo, contro il 9% del resto del Pianeta.

Roberto Rais