L’internazionalizzazione del RMB si fa sempre più necessaria

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5 Luglio 2006

HONG KONG: È ormai un fatto inconfutabile che la Cina stia diventando la maggiore potenza economica, la quarta maggiore economia al mondo, 1/6 di quella americana e 1/3 di quella giapponese.

È altrettanto innegabile che il sistema valutario cinese non sia più adatto alla sua economia. L’internazionalizzazione del RMB è una questione che ancora non è stata presa abbastanza seriamente e che necessita di una veloce risoluzione.

Sebbene la Banca centrale abbia recentemente approvato che IFC e Asian Development Bank emettano azioni in yuan, il volume del debito circolante in RMB nel mercato finanziario internazionale è pari a zero.

Quando la valuta è internazionalizzata i benefici aumentano, permettendo la creazione di strumenti per la prevenzione di crisi finanziarie per le imprese del Paese.

Se il Governo cinese e le imprese potessero pubblicare azioni in RMB nei mercati finanziari internazionali, anche se il tasso di cambio del RMB fluttuasse non si dovrebbero preoccupare di una crisi nel bilancio dei pagamenti. Si tratta del maggiore incentivo per i Paesi in via di sviluppo per internazionalizzare le loro valute. Inoltre, se il RMB diventasse una valuta internazionale le imprese cinesi sarebbero in grado di chiedere una valutazione in RMB più conveniente nelle loro esportazioni e importazioni.

In questo modo sia i costi che le vendite sarebbero calcolate in RMB e una volta eliminata la differenza tra commercio esterno ed interno, il rischio di fluttuazioni del tasso di cambio sarebbe trasferito alle società straniere.

I benefici sono ovvi.

La Cina è diventata una potenza economica mondiale e il RMB va internazionalizzato.

Il primo passo è cogliere l’opportunità dell’apprezzamento ed emettere azioni valutate in RMB sui mercati esteri, spianando la strada alla sua internazionalizzazione.

Ylenia Rosati