L’intervista: Il Metodo Ferretti rivoluziona le acconciature dei vip indiani

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13 Novembre 2008

MUMBAI: Per i vip e i ricchi indiani, è iniziata la rivoluzione del concetto di stile. Epicentro del cambiamento non può che essere Mumbai, da sempre capitale della moda, e punto di propagazione delle nuove tendenze in India. Non parliamo però di abbigliamento, scarpe, auto, gioielli o di altri ‘prodotti’ esclusivi, ma il fenomeno stavolta fonda le proprie radici nell’intimo, nella volontà di mutare la propria immagine, e rinnovarsi partendo dall’acconciatura. Autore di quella che i media vedono come una svolta nel concetto indiano di estetica, almeno per quanto riguarda il taglio e la tinta dei capelli, è Rossano Ferretti, fondatore e promotore dell’omonimo ‘metodo’, da poco approdato in India. Sebbene il brand Rossano Ferretti sia già affermato oltre confine, soprattutto tra i più ricchi, grazie a 23 saloni nel mondo, quello di Mumbai rappresenta il primo approccio deciso in Asia. Ad appena un mese dall’apertura presso l’hotel Four Season, la risposta da parte del pubblico indiano è stata immediata, creando in breve una clientela di facoltosi, uomini e donne, affascinati dalla ricercatezza di un design fino ad allora sconosciuto. In effetti, fatta eccezione per alcuni francesi, in India la presenza di saloni stranieri è pressoché inesistente, rendendo quella del Gruppo Ferretti un’esperienza pionieristica. Di sicuro il mercato non manca, a prescindere dal fatto che la spesa media per un taglio si aggiri sulle 4000 rupie (60 euro circa), quindi carissimo se paragonato alle 60 rupie richieste per il più classico ‘barba e capelli’ all’indiana. Ovviamente il paragone non regge, troppo il divario esistente tra il concetto italiano e il taglio in ‘serie’ offerto dai barbieri indiani. Per scoprire qualche dettaglio in più, abbiamo incontrato Alessandro Calvio, 33enne originario di Foggia, da gennaio a lavoro in India per conto dell’azienda parmense.

Emanuele Confortin: "Alessandro, per prima cosa ci può spiegare qual è il suo ruolo a Mumbai?"

Alessandro Calvio: "Il mio compito è quello di curare l’apertura del salone al Four Season, di gestirlo, e soprattutto formare il personale sul concetto del Metodo Rossano Ferretti. Ciò significa non solo trasmettere una tecnica unica di taglio, ma anche comunicare il ‘sapore’ italiano che sta alla base del nostro successo".

E.C.: "Ci può spiegare in breve cosa intende per tecnica di taglio unica?"

A.C.: "Senza entrare troppo nel particolare, tutti i saloni Ferretti adottano una tecnica comune, il Metodo Rossano Ferretti appunto, che stacca dal classico taglio orizzontale, a favore della tecnica in verticale perfezionata proprio da Rossano. Così facendo è possibile preservare la naturalezza del capello, pur lasciando spazio a personalizzazione e originalità dello stilista. Per stilista intendo il personale indiano, da me scelto e formato in base alle direttive comuni per tutti i saloni. Ci tengo a sottolineare che questo come gli altri centri nel mondo sono di proprietà della società di Parma, e non franchising, inoltre, il format prevede la costante presenza di almeno un italiano in ciascun salone, come garanzia di qualità.

E.C.: "Ci parla dei vostri clienti indiani? Chi sono e come vengono in contatto con voi?"

A.C.: "Noi ci proponiamo come ‘luxury salon’, e considerando che siamo i più cari dell’India, dobbiamo puntare sulla classe ricca e ricchissima che qui non manca. È importante quindi un buon feeling con i media. Per fare un esempio, la scorsa settimana la rivista L’Officiel ha pubblicato un servizio fotografico sulle 30 donne più ricche dell’India. Il set era al Four Season e io mi sono occupato direttamente delle acconciature. È stata un’occasione per farsi conoscere e apprezzare da chi rappresenta il nostro target ideale. Comunque sia, i nostri clienti si affidano a noi per rinnovarsi, distinguersi con gusto".

E.C.: "Come curate la comunicazione del ‘sapore’ italiano cui accennava poco fa?"

A.C.: "Noi italiani non ci distinguiamo solo per creatività, ma anche per la passione con cui lavoriamo, frutto di una tradizione culturale che portiamo dentro di noi, e che dobbiamo trasmettere ai clienti. Io ho una predilezione per Leonardo da Vinci, quindi mentre sono a lavoro parlo delle sue opere, del suo genio. Sia con gli stilisti che con i clienti, creando un’atmosfera che va oltre la qualità del servizio. Poi abbiamo fatto centro nella scelta di un arredamento semplice, con 4 sedie e spazi contenuti, per rendere l’ambiente più intimo. Qui non ci sono maxi poster di modelli e modelle con tagli alla moda; le uniche due foto sono del nonno e della madre di Rossano Ferretti, dai quali ha avuto inizio tutto. Gli indiani credono tantissimo nella famiglia, anche i vip, e mi creda se dico che impazziscono quando realizzano chi è rappresentato in quelle immagini".

E.C.: "Lei parla di successo, tuttavia non credo sia stato così semplice arrivarci. Quali sono le principali difficoltà per un progetto del genere?"

A.C.: "In effetti non è stato facile. Io ho faticato a trovare il personale, trovandomi davanti gente che non aveva alcuna impostazione, tagliava senza un criterio e spesso faticava ad imparare, o forse è meglio dire che apprendeva per 2 giorni poi bisognava tornare sui concetti. Ora le cose vanno meglio, ma la formazione continua ogni giorno in salone, e una volta all’anno in Italia, nella scuola di Parma diretta da Lorenza Ferretti, sorella di Rossano, che coordina i workshop di perfezionamento per gli stilisti. Altra grossa difficoltà è stata l’odissea burocratica connessa all’apertura. Fortunatamente di questo se ne sono occupati quelli del Four Season, che evidentemente sanno come oliare il meccanismo!"

E.C.: "Come ultima cosa, vorrei sapere se vi fermerete a Mumbai o se pensate di espandere la vostra presenza in India, e perché no, in Asia?"

A.C.: "La prossima meta indiana dovrebbe essere New Delhi, ma prima deve decollare il salone di Mumbai. Poi verranno Dubai e Hong Kong".

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dal nostro inviato, Emanuele Confortin