Liu Bolin, quando l’arte contemporanea cinese approda in Italia

a cura di: Paolo Cacciato

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MILANO: Che la Cina rappresenti un panorama di confronto in termini di produzione industriale nonché di neonato sbocco per opportunità di profitto è nell’immaginario comune e nei programmi di diversi imprenditori da tempo, ma che questa diventi protagonista di fenomeni di alto spessore culturale, rinnovato estro creativo e protagonismo sulla scena artistica contemporanea anche italiana è sicuramente un fenomeno recente e appassionante e che conduce a delle riflessioni di carattere non solo culturale ma anche di mercato. E’ quanto dimostra il risultato ottenuto dalla presentazione in Italia dell’artista contemporaneo cinese Liu Bolin, introdotto e supportato da Box Art, galleria veronese pioniera nella ricerca e consolidamento progettuale con artisti contemporanei provenienti dai panorami asiatici. Liu Bolin vincitore del primo premio della critica – Aletti per la sezione fotografia ad Art Verona 2010 è presentato ora a Milano nella prestigiosa cornice di Fondazione Forma per la Fotografia.

Hiding in Italy, questo il titolo della mostra che raccoglie presso Forma, oltre alle opere dell’artista durante il primo soggiorno italiano, gli ultimi scatti di Bolin fra Milano e Venezia, immortalato nel suo mimetismo d’ambiente in scenari di evidente importanza storica – culturale nonché in ambientazioni dall’alto valore istituzionale e rappresentativo dei due capoluoghi. Un titolo, quello della rassegna, che oltre a sottolineare il particolarismo comunicativo del’artista, richiama pienamente la vena immanentista e taoista della sensibilità cinese, quasi a voler ricordare che il mondo delle cose (tianxia) è ciò che più fortemente ci realizza e ci identifica. Rapportato in chiave confuciana, riconosciamo in Bolin la naturale predisposizione del singolo a sentirsi parte di un "tutto sociale e umano" più che di realizzazione individuale nel contesto che ci circonda, tendenza forse più umanistica e vitruviana che cinese. Sicuramente il "volersi nascondere in Italia" di Bolin non richiama né una vena polemica  né un bisogno di fuga nei confronti della madrepatria cinese, quanto un amore forte e vero per il nostro Paese, divenuto per l’artista non solo fonte di ispirazione ma anche di mecenatismo produttivo e, perché no, di riconoscimento artistico.

Il progetto è stato voluto dalla galleria Boxart che da tempo segue l’artista, conosciuto direttamente in Cina e invitato in prima assoluta in Italia con precisi intenti di produzione artistica e di coinvolgimento professionale. La sinergia con Asian Studies Group, associazione milanese specializzata in mediazione culturale sull’Asia orientale ha reso possibile il coinvolgimento di partners importanti per la creazione di un progetto ad alto spessore culturale che facesse di Bolin un punto di incontro fra sensibilità e critica italiana e tendenza artistica contemporanea cinese per un evento di contenuto che trovasse spazio anche sullo scenario milanese. Ecco pertanto che Hiding in Italy è stato supportato istituzionalmente da Fondazione Italia Cina, partner nel coordinamento dell’avventura milanese dell’artista, coinvolto direttamente in scatti presso il Teatro la Scala o il nuovo Palazzo della Regione Lombardia, fino a far capolino sul tetto del Duomo di Milano. L’appassionata ricerca, i preparativi, e l’intervista all’artista sono divenute parte di un video documentario prodotto da Mazen, società specializzata in servizi di valorizzazione artistica.

"Abbiamo creduto fin dall’inizio nella necessità di creare qualcosa di unico con Bolin" spiega Giorgio Gaburro titolare di Box Art "troppe volte si pensa alle gallerie d’arte come un luogo di semplice commercio e rivendita; noi crediamo che l’arte contemporanea vada conosciuta, spinta e sostenuta, ecco perché con Bolin ci siamo interessati direttamente nel coordinare un progetto che fosse funzionale a valorizzare al massimo le potenzialità di un artista che crediamo realmente unico nel suo genere". 

La mostra inaugurata il 21 ottobre alla presenza dell’artista e del presidente di Fondazione Italia Cina Cesare Romiti,  patrocinata da Regione Lombardia, Comune e Provincia di Milano è aperta al pubblico presso Spazio Forma a Milano dal 21 ottobre fino al 14 novembre, per poi trovare esposizione diretta in Galleria presso Box Art a Verona.

Paolo Cacciato

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Paolo Cacciato

Coordinatore del Business Focus China e Far East e Docente di Marketing Strategy sui Mercati dell'Asia Orientale nei Master in Internazionalizzazione di Impresa del Nuovo Istituto di Business Internazionale di Milano, sinologo e nippologo specializzato in mediazione linguistica e interculturale applicata ai processi di business development. Presidente di Asian Studies Group ©, centro studi specialistico con sedi principali in Milano Roma Padova Torino; dirige in Italia il C.U.P.I. Centro per l'Unione delle Prospettive Internazionali, già consulente d' impresa per diversi gruppi italiani, coordina ADM-EA Consulting, studio specializzato in internazionalizzazione su Cina Giappone e Corea con sede principale a Milano e desk operativi in Kobe, Shanghai, Seoul.