L’occhio lungo di Google

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26 Febbraio 2007

NUOVA DELHI: Google Inc., società che gestisce il più importante motore di ricerca on line, è attualmente impegnata in lunghe trattative con il governo indiano. La discussione tra i rappresentanti dell’istituzione del subcontinente e gli incaricati dell’azienda riguarda il software Google Earth, reo, secondo le autorità indiane, di rendere disponibili gratuitamente immagini di ottima qualità su alcune località sensibili del vasto territorio del Paese.

Le due parti sarebbero vicine ad un accordo riguardante il blocco all’accesso di quelle parti delle mappe Google che rivelerebbero "installazioni vitali" per la sicurezza del subcontinente. Il team legale di Google è quindi al lavoro per identificare, in comunione di intenti con il governo indiano, quelle immagini che potrebbero contenere informazioni geografiche sulle località considerate appunto"vitali" dalla principale autorità governativa indiana.

Tecnicamente il blocco suddetto produrrebbe un’eliminazione di alcuni dati dal software Google Earth, come già successo in altre parti del mondo. A rendere particolarmente seria e urgente l’iniziativa sono state le parole del presidente indiano A.P.J. Abdul Kalam, che, anche su richiesta di diversi partiti politici, si è espresso in termini cauti ma decisi nei confronti del facile accesso a immagini ad alta risoluzione tramite il programma di Google.

Non si conoscono ancora i termini di conclusione del tavolo di trattative, né si conosce quando la discussione verrà portata a conclusione. Quel che è certo è che il governo indiano ha espresso profonde ed esplicite preoccupazioni riguardo al fatto che il programma possa aiutare i terroristi a individuare obiettivi potenziali.

I giornali indiani hanno ricordato come tale timore fu lanciato quasi un anno fa (era l’aprile del 2006) dallo stesso Presidente durante una sua visita al polo tecnologico di Bangalore. Allora il presidente si pronunciò in maniera precisa sui satelliti dotati di strumentazioni ad alta risoluzione in grado di catturare immagini di ogni oggetto praticamente ovunque. Qualche nazione, osservò il presidente, ha effettivamente delle leggi apposite che tutelano la sicurezza nazionale, leggi che comportano, in caso di loro violazione, delle sanzioni ben chiare. Allora Kalam si augurò che ben presto l’India potesse avere delle regolamentazioni puntuali a riguardo.

Dal canto suo Google ostenta tranquillità, e voci ufficiali della compagnia hanno più volte ricordato come le trattative con le istituzioni locali in ambito di sicurezza rientrino nella gestione ordinaria del progetto Google Earth. Ogni nazione ed ogni governo, si osserva dal quartier generale di Google, ha delle differenti percezioni e vedute riguardo ai pericoli delle informazioni visive fornite gratuitamente dal software.

Ciò che chiede il governo indiano, in estrema sintesi, è un trattamento simile a quello riservato agli Stati Uniti, dove alcune località e installazioni sensibili sono state oscurate o riprese con una bassa risoluzione. Una verifica? Cercare "White House"…

Roberto Rais