Luca Cordero di Montezemolo a Nanchino: “I ritardi si possono recuperare”

13 Settembre 2006

NANCHINO: "E’ difficile ma possibile recuperare anni di ritardo nei rapporti economici con la Cina, esattamente come per la Ferrari lo è stato recuperare punti in formula 1". Prende spunto dal successo sportivo della "rossa nazionale", Luca Cordero di Montezemolo, presidente di Confindustria, per illustrare quelle che secondo lui sono le prospettive future delle relazioni industriali Italia-Cina. "La Cina è un mercato di sbocco importantissimo per Francia e Germania, deve diventarlo anche per l’Italia", ha dichiarato nel corso della sua visita alla Fiera di Nanchino, prima tappa della missione politico-imprenditoriale italiana nel paese asiatico. Per il numero uno di Confindustria è importante che a convergere verso il mercato cinese siano soprattutto le nostre piccole e medie imprese, ancora poco presenti rispetto alla grande industria italiana. Tra i grandi gruppi nazionali, la Fiat — di cui Montezemolo è presidente — è particolarmente attiva in Cina, soprattutto nella regione dello Jiangsu, che ha per capoluogo proprio Nanchino, sede di uno stabilimento Fiat dove domani si terrà la presentazione ufficiale e la cerimonia di consegna della prima "Perla", una nuova tre volumi che il gruppo automobilistico torinese produce per il mercato cinese. Montezemolo ha anche annunciato che in questa settimana Iveco e Fiat firmeranno due nuovi importanti accordi di joint venture con i gruppi cinesi Nac e Saic. Il leader di Confindustria ha poi ricordato la missione in Cina di due anni fa dell’ex presidente Ciampi e del gruppo degli industriali italiani, nel corso della quale "furono aperte molte porte". In quell’occasione vennero infatti siglati diversi accordi, il più importante proprio con lo Jiangsu, grazie al quale l’Italia ha superato la Francia in termini di rapporti imprenditoriali con questa regione. Un accordo analogo verrà stretto anche con la regione del Guangdong. Recuperare i ritardi sembra essere dunque davvero un’impresa possibile.

Raffaella Serini

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