“Macchine per figli”: Ministro chiede scusa

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30 Gennaio 2007

TOKYO: Durante la conferenza tenutasi lo scorso sabato a Matsue, prefettura di Shimane, sul declino della popolazione e il cambiamento della società, il Ministro della Sanità, Lavoro e Welfare Hakuo Yanagisawa, ha definito le donne "macchine per fare figli".

Il paragone poco felice è nato all’interno di un discorso più articolato, durante il quale il ministro ha affermato che "il numero delle donne tra i quindici e i cinquanta anni è definito, quindi il numero delle macchine per fare figli è noto. Possiamo solo chiedere ad ognuna di loro di fare del proprio meglio".

Correggendosi successivamente, in evidente affanno il ministro ha definito le donne "persone che hanno il compito di fare figli", dimostrando di non possedere il tatto necessario per tirarsi fuori dall’imbarazzo. Domenica ha chiesto pubblicamente scusa per la gaffe ma ormai il danno era fatto.

Il ruolo delle donne, in una società moderna ma tradizionalista e fortemente maschilista come quella giapponese, sta radicalmente cambiando proprio per via del declino della popolazione. Le donne possono colmare la diminuzione della popolazione attiva, che fino a pochi decenni fa era composta in prevalenza da uomini, entrando nel mondo del lavoro. Molti passi devono essere ancora fatti per raggiungere la parità, visto che per la stessa posizione lavorativa le donne percepiscono in media un salario visibilmente inferiore rispetto a quello dei colleghi uomini. L’affermazione del ministro, sopra il quale il premier aveva scommesso per porre rimedio al problema demografico, è giunta in un momento delicato per l’esecutivo.

Il primo ministro Abe sta vivendo tempi difficilissimi e un polverone come questo non ci voleva. La sua capacità di leadership è stata messa più volte in discussione, e recenti scandali legati a finanziamenti poco chiari ricevuti dal suo partito, hanno dato un duro colpo all’immagine del governo. Alcuni quotidiani a diffusione nazionale, come "Mainichi Shinbun", hanno condotto dei sondaggi sulla popolarità del premier, rivelando una caduta a picco del consenso di oltre il 40%. Messo sulla graticola, ieri Yanagisawa ha telefonato ad Abe, spiegandogli che stava solo cercando di rendere il suo pensiero comprensibile, ma purtroppo ha usato un paragone inadeguato.

Riccardo Cristiani

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