Le madri di Tiananmen tornano all’attacco

29 Maggio 2006

PECHINO: Le famiglie delle vittime della repressione militare di Piazza Tiananmen (1989), hanno chiesto nuovamente al Governo di "rivalutare" gli eventi di allora e compensare le vittime, a pochi giorni dall’anniversario della repressione.

In una lettera aperta pubblicata dall’Osservatorio dei Diritti Umani in Cina, "le madri di Tiananmen" hanno anche richiesto un "processo di verità e riconciliazione" per gli eventi del 3-4 giugno 1989, quando l’intervento di truppe e cingolati ha messo fine a settimane di proteste studentesche pacifiche, provocando centinaia di morti.

"Crediamo che solo attraverso determinazione e perseveranza potremo arrivare ad ottenere a poco a poco dei risultati concreti", recita la lettera dal gruppo capeggiato da Ding Zilin, una professoressa in pensione il cui figlio è morto nel corso della repressione.

Sebbene siano trascorsi 17 anni dalla protesta studentesca, un movimento senza precedenti nella storia della Cina comunista, il Governo teme ancora che la commemorazione dell’evento possa minacciare il potere della leadership e perciò ha rifiutato di riprendere qualsiasi discussione sugli eventi del 1989, definiti dal Partito "contro-rivoluzionari".

Ad aprile, le autorità cinesi hanno compensato la madre di Zhou Guocong, uno dei dimostranti. Per la prima volta dei familiari delle vittime ricevono una compensazione. Tuttavia, a quell’epoca Ding Zilin dichiarò di dubitare che l’azione potesse significare un "ammorbidimento" della posizione della leadership ufficiale su Tiananmen.

Dissidenti e intellettuali continuano ad esser presi in custodia o messi agli arresti domiciliari ogni anno nei giorni precedenti al 4 giugno, mentre altri lasciano Pechino attendendo in campagna che passi il periodo della commemorazione. Come nel caso del figlio di Xu Yongdao, Xu Zhengqing, che sta scontando tre anni di prigione per aver commemorato lo scorso anno la morte dell’ex leader del Partito Zhao Ziyang, eliminato dalle scene politiche per il suo sostegno ai dimostranti di Tiananmen.

Ylenia Rosati