Malesia: musulmani pagati per sposare e convertire indigeni

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28 Giugno 2006

KUALA LUMPUR: I musulmani sono pagati o ricompensati per convertire all’islam indigeni semi-nomadi attraverso il matrimonio, riferisce un quotidiano locale.

Pare che il governo dello stato di Kelantan sia disposto a versare 10mila dollari malesi (21 mila dollari americani), più casa e auto ai musulmani che sposeranno gli indigeni.

Il Governo si dice infatti insoddisfatto del basso numero di convertiti all’islam tra gli indigeni. Secondo la legge della sharia infatti, un non musulmano si converte automaticamente sposando un musulmano. Il progetto è stato fortemente criticato sia dai musulmani che dai non musulmani come una violazione dei diritti umani.

La maggior parte degli indigeni malesiani, 180mila, hanno vita dura qui, per povertà, malattie moderne e pregiudizi. Alcuni restano nomadi, ma altri hanno ricevuto sostegni e case dal governo e sopravvivono vendendo prodotti della giungla. Questa politica — tuonano i gruppi di difesa per i diritti umani — sfruttano la povertà e l’innocenza degli indigeni. Anche gli avvocati musulmani si sono opposti al progetto, ma i leader del partito islamico malese sostengono che le ricompense sono giustificate. "Li stiamo aiutando, non stiamo discriminando nessuno".

Ylenia Rosati

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