Medico condannato in India per aver rivelato sesso nascituro

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30 Marzo 2006

NEW DELHI: Anil Sabhani, un medico indiano, ed il suo assistente, sono stati condannati ieri da una corte indiana alla detenzione per due anni per aver rivelato ad una madre il sesso del figlio non ancora nato, pratica che in India è vietata perché incoraggerebbe gli aborti selettivi delle femmine. I due inoltre sono stati condannati ad una ammenda di circa 5.000 rupie ciascuno (110 dollari). La legge indiana vieta dal 1994 gli esami prenatali che rivelano il sesso dei nascituri, ma non è raro che i medici effettuino comunque questi test in segreto. Grazie alle tecnologie moderne la determinazione del sesso del bambino ha favorito l’aborto selettivo di circa 5 milioni di feti femmina, e ciò a causa della tendenza indiana a preferire i maschi, in grado di trasmettere il nome e di provvedere ai bisogni della famiglia. Il Governo indiano sostiene, in base a delle stime, che il numero delle femmine ogni mille nascite è calato da 972 a 933, tra il 1991 e il 2001.

Ylenia Rosati