Metropolitana di Pechino attacca il primato mondiale

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20 Novembre 2006

PECHINO: I cinesi, appassionati di record, hanno un nuovo obiettivo: Pechino supererà Londra per l’estensione del sistema metropolitano, che nel 2020 raggiungerà i 561 chilometri, togliendo alla capitale inglese il primato mondiale. L’ambizioso progetto è inserito nell’ultimo piano di sviluppo dei trasporti. Le attuali quattro linee della metropolitana, utilizzata da un milione e mezzo di viaggiatori al giorno, diventeranno diciannove, quattro delle quali serviranno le zone periferiche della città, e i chilometri della intera rete passeranno dagli attuali 65 a 561. Le prime tre nuove linee sono già in fase di costruzione e saranno pronte per le Olimpiadi del 2008. Quindici delle nuove linee serviranno l’area urbana, mentre le altre quattro si espanderanno nelle vaste zone periferiche della città.

Ma la metropolitana più lunga del mondo è solo una delle soluzioni che Pechino sta immaginando per fare fronte al problema del crescente traffico. Nel corso della International Academic Conference on Underground Space, tenutasi questo fine settimana nella capitale cinese, la Commissione per la Pianificazione Urbanistica e l’Istituto di Ricerca per la Pianificazione e il Disegno Urbanistici di Pechino hanno rivelato un nuovo progetto che prevede la costruzione di sei autostrade sotterranee concentrate soprattutto in prossimità del secondo e terzo anello.

Il vasto spazio libero sotto la città potrebbe costituire la soluzione ideale per decongestionare il traffico che sta soffocando Pechino e i suoi cittadini. Ma bisogna procedere con cautela, consigliano gli stessi esperti cinesi, verso un progetto unico al mondo che richiederebbe risorse tecnologiche e investimenti di gran lunga superiori a quelli utilizzati per la metropolitana.

Per il momento, i lavori underground si concentreranno quindi sui treni, mentre le automobili resteranno con "le ruote per terra". Ma è noto che quando i cinesi prendono a cuore un progetto, lo portano sempre a termine. Delle autostrade sotterranee si riparlerà quindi presto. Del resto neanche soluzioni come quella adottata da Shanghai, che mette all’asta un numero limitato di targhe ogni mese per limitare la quantità di automobili circolanti, sembrano funzionare. La città è costantemente paralizzata dal traffico, che costringe migliaia di persone a sostare per ore sotto i tunnel che collegano la parte storica Puxi al centro finanziario Pudong.

Con il rapido alzarsi del livello di vita medio, anche i prezzi delle automobili stanno via via diventando accessibili e sempre più utilitarie, fino a ieri disdegnate perché considerate poco rappresentative di uno status symbol, stanno entrando nelle case private. Così, oltre ai soliti già affermati gruppi stranieri, anche i brand locali hanno cominciato a diffondersi, arrivando già a detenere il 25% del mercato interno.

Nei primi dieci mesi di quest’anno la Cina, secondo produttore mondiale dopo gli Stati Uniti, ha fabbricato 5,89 milioni e venduto 5,77 milioni di automobili, rispettivamente il 26% e il 27% in più rispetto allo stesso periodo del 2005. Se il mercato continuerà a crescere con questi ritmi, nel 2020 il numero di automobili circolanti nel paese toccherà i 100 milioni contro i 43 del 2005. Ma le previsioni lasciano pochi dubbi: solo in questi giorni 500.000 probabili acquirenti hanno visitato la 2006 International Automotive Exhibition di Pechino.

Marzia De Giuli

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