Mika Ninagawa e Sakuran al Festival del Cinema di Roma: tradizione e rivisitazione in chiave pop entusiasmano i cinefili.

a cura di: Paolo Cacciato

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ROMA: Il focus sul Giappone piace al festival del cinema e strappa applausi all’utenza di cinefili, molto attenta a contenuti e selezioni, probabilmente spaesati inizialmente da un’atmosfera da festival che rispetto alle precedenti edizioni ha tardato a decollare, facendosi etichettare a tratti come "la rassegna dei grandi assenti", o "il festival della protesta", sotto i cori "del tutti a casa" proposti dall’assemblea unitaria dell’audiovisivo italiano. Dopo l’inaugurazione della sezione sul Focus Giappone, con la proiezione della versione restaurata di Rashomon, capolavoro di Akira Kurosawa, la proposta di Gaia Morrione, curatrice della sezione, piace al suo pubblico e presenta in anteprima sul nostro Paese, il lavoro di Mika Ninagawa, giovane fotografa e regista giapponese che con Sakuran ripropone in chiave pop e psichedelica ma senza mai snaturandone la raffinatezza di una trama ambientata nel quartiere di piacere Yoshiwara, di epoca Edo.

La storia è tratta dall’omonimo manga di Moyoko Anno e narra le vicende di Kiyoha, fanciulla venduta dalla madre alla casa di Tamakiku per apprendere l’arte della seduzione e divenire così una oiran (prostituta insigne e simbolo della casa di riferimento.) Il susseguirsi degli intrecci che si avvicendano fra amori e paure e voglia di evasione accompagnano la crescita di Kiyoha fino a farle conoscere la maturità di una donna cresciuta nell’esperienza della sofferenza così come dei piaceri, ma anche radicata nell’amore per gli affetti e i ricordi vissuti nella casa.

Il film richiama pienamente l’atmosfera che caratterizza il quartiere Yoshiwara, nuovo distretto di piacere voluto proprio a Edo (odierna Tokyo). Non è probabilmente casuale la scelta di trattare del quartiere di piaceri di Tokyo e non di Kyoto. E di accenni al colorismo giapponese ma soprattutto di impronta "tokiese" è ricchissimo tutto il film: un colorismo accecante, lontano spesso dalla semplicità di alcuni scenari tipici del quartiere Shimabara di Kyoto, uno sfondo psichedelico che ricorda tantissimo l’atmosfera di luci e colori dell’odierna metropoli giapponese, ancor più sottolineata dalla bellissima colonna sonora di Ringo Shiina, profondamente adatta a marcare sguardi provocanti ed emozioni per nulla trattenute, come spesso tradizione ed etica giapponese propongono.

La proiezione introduce così anche la mostra fotografica di Mika Ninagawa presentata allo spazio Arte dell’auditorium e che pone la fotografa e regista realmente come figlia di una tradizione e  nello stesso tempo sensibilità odierna  che non condanna o giudica l’esperienza dei quartieri akasen (a luci rosse) ma che soprattutto la ripropone in una luce nuova, condizionata dal fascino esercitato su di essa dalla produzione manga, dalla musica e dall’influenza del colorismo metropolitano. Una cornice accattivante e che appassiona fortemente anche il pubblico italiano.

Una scelta sicuramente azzeccata dalla curatrice Morrione e che ha permesso di conoscere un’artista che in Giappone già da diversi anni si propone e piace per forza e colorismo (innumerevoli le mostre fotografiche su Tokyo soprattutto in accostamento ad eventi internazionali di design e fotografia). Bellissima l’attrice e cantante Anna Tsuchiya nel ruolo di Kiyoha, artista polivalente, famosissima nel panorama manga e anime contemporaneo e conosciuta anche in Europa dopo la sua apparizione all’Anime expo di Parigi. Una partecipazione nel film di un cast di attori  e personalità del mondo pop giapponese forse ancora sconosciuti all’utenza italiana e che sicuramente da questa edizione del festival si propone per i cinefili italiani in una dimensione di piacevole scoperta

Paolo Cacciato

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Paolo Cacciato

Paolo Cacciato

Coordinatore del Business Focus China e Far East e Docente di Marketing Strategy sui Mercati dell'Asia Orientale nei Master in Internazionalizzazione di Impresa del Nuovo Istituto di Business Internazionale di Milano, sinologo e nippologo specializzato in mediazione linguistica e interculturale applicata ai processi di business development. Presidente di Asian Studies Group ©, centro studi specialistico con sedi principali in Milano Roma Padova Torino; dirige in Italia il C.U.P.I. Centro per l'Unione delle Prospettive Internazionali, già consulente d' impresa per diversi gruppi italiani, coordina ADM-EA Consulting, studio specializzato in internazionalizzazione su Cina Giappone e Corea con sede principale a Milano e desk operativi in Kobe, Shanghai, Seoul.

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