Ministro esteri giapponese mette in guardia da nazionalismo in Asia

4 Maggio 2006

TOKYO: Il ministro degli Esteri giapponese ha lanciato ieri un appello ai Paesi asiatici affinché oppongano resistenza ad una forma di "nazionalismo ottuso", in ciò che è apparso essere un velato riferimento alla crescente ostilità cinese e sud-coreana nei confronti del Giappone.

"C’è’ una chiara linea di demarcazione tra quello che può essere definito un sano patriottismo e un nazionalismo ottuso che invece fomenta l’odio verso gli altri Paesi", ha dichiarato Aso nel corso di una conferenza sponsorizzata dal Centro per gli Studi Strategici e Internazionali a Washington.

Le relazioni tra Giappone, Cina e Corea del Sud sono peggiorate drammaticamente negli ultimi anni a causa di dispute territoriali e accuse contro il Giappone per aver minimizzato nei libri di testo le atrocità commesse in Cina nella prima metà del secolo scorso, nonché per le visite del PM Junichiro Koizumi al Tempio di Yasukuni, visto dalla Cina come un omaggio al passato militarismo.

Aso, pur ripetendo le scuse da parte dei politici giapponesi per gli eventi passati in Asia orientale, ricordando che l’attuale obiettivo del Paese resta la pace e la stabilità nella regione, ha però minimizzato la questione del Tempio, affermando che la risoluzione della disputa non eliminerà di certo i problemi tra i vicini asiatici.

Il ministro degli Esteri giapponese ha, inoltre, ribadito l’importanza di una maggiore trasparenza politica e commerciale nella regione asiatica, per ridurre i rischi di una futura corsa agli armamenti, riferendosi soprattutto al suo vicino cinese.

Facendo eco alle parole di Robert Zoellick, vice segretario di Stato americano, ha infatti ricordato che per la pace e la prosperità dell’Asia orientale è necessario che la Cina si comporti da "giocatore responsabile".

Infine, in ciò che è apparso un tentativo di attenuare parte delle critiche rivolte alla Cina, Aso ha affermato che l’aumento nel commercio sino-giapponese, cresciuto 8 volte tanto tra il 1991 e il 2005, si è rivelato essenziale nell’aiutare il Giappone ad uscire da una lunga recessione che ha tormentato il Paese per tutti gli anni’90.

Ylenia Rosati

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