Missili nord coreani lanciati verso il Giappone: ennesima provocazione?

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25 Maggio 2007

TOKYO: Dalla Corea del Nord stamattina si sono levati una serie di missili lanciati in direzione del mar del Giappone. Un atto che confonde e che allarma. Sono passati ormai più di 3 mesi dalla firma dell’accordo del six party per il programma di disarmo nucleare di Pyongyang. E stamani il gesto sembra fornire una risposta più che valida ai continui rinvii nell’attuazione dell’accordo firmato a Pechino lo scorso 13 febbraio.

L’agenzia di stampa Kyodo News riferisce del lancio di alcuni missili a corto raggio verso il mar dal Giappone, senza nessuna informazione precisa su dove siano caduti. Secondo le informazioni rilasciate dall’agenzia di stampa, anche satelliti statunitensi avrebbero osservato il lancio di missili dalla gettata compresa fra i 100 e i 200 km.

Noryuki Shikata portavoce del ministero degli esteri si affretta a sminuire l’accaduto rinnegando la pericolosità del lancio per la sicurezza del Giappone. I missili coinvolti nel lancio odierno ricordano molto quelli impiegati nell’ultimo "agguato" nord coreano, quando dopo il lancio del primo ordigno balistico in grado di raggiungere i confini dell’america nordoccidentale (Taepodong 2), Pyongyang aveva fatto seguire una serie di missili a medio raggio apparentemente del tutto simili a quelli impiegati stamani.

Anche la Corea del sud non fornisce informazioni più precise in merito all’accaduto. Sono molti, fra cui la stessa emittente nazionale giapponese NHK a presumere però che il lancio di stamattina sia stato compiuto in risposta al lancio di un missile sud coreano equipaggiato di radar americano Aegis ultra sofisticato, avvenuto venerdì scorso.

Dagli USA la spiegazione al gesto sembra ricondursi allo stallo delle trattative del Six Party e, nello stesso tempo come un invito al Giappone a rassegnarsi nella continua politica di ostruzionismo internazionale perseguita dalla linea intransigente di Abe. "Ogni occasione è valida" spiega Christopher Hill, rappresentante statunitense al tavolo delle trattative per il programma di smantellamento di Pyongyag, "per dimostrare al mondo che la corea del nord non è facilmente gestibile e che la sua voce vale tanto quanto quella di altri validi interlocutori"

Proprio nell’ultimo periodo difatti, con l’inasprimento della questione coreana in merito al rapimento di civili giapponesi, deportati in suolo nord coreano, e l’inosservanza alla richiesta di rilascio voluta dal primo ministro Abe, da parte del governo di Pyongyang, si è assistito a una presa di distacco della Corea del Nord dagli altri protagonisti coinvolti nel dialogo internazionale. Ecco allora presentati agli occhi del mondo e di milioni di giapponesi terrorizzati dall’avvento di conflitto militare, la nuova serie di missili a lunga gettata progettati da PyongYang e capaci di raggiungere le coste di Guam negli Stati Uniti. Il tutto contornato da un’imponente parata militare, tenutasi proprio lo scorso mese nella capitale nord coreana, quasi a dimostrare al mondo la propria sfacciataggine e la possibilità di competere ad armi pari nel caso non si trovasse un accordo pacifico alle controversie aperte. Resta poi da vedere quanta fondata pericolosità vi sia dietro a tali provocazioni

Gli esperti del ministero della difesa giapponese, poi, specificano come il lancio non avrebbe mai rappresentato una vera e propria minaccia per il Giappone, e che si sia trattato semplicemente di un gesto simbolico, un avvertimento che potrebbe segnare l’inizio di una fase delicata nella diplomazia fra Tokyo e Pyongyang.

Paolo Cacciato