Morellato Sector Spa – gioielli e orologi in Asia per conquistare i mercati del futuro

a cura di: Emanuele Confortin

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Massimo Carraro Morellato

PADOVA: Continua la corsa delle imprese italiane alla conquista dei mercati asiatici. Sebbene sia ancora la Cina il principale polo di attrazione degli investimenti italiani in Oriente, è in netto recupero l’interesse delle nostre imprese per l’India, giunta in cima alla ‘lista dei desideri’, soprattutto degli esportatori. Merito di un Pil a due cifre scaturito da un’economia in forte espansione, alimentata da un esercito di giovani professionisti perfettamente allineati all’ambizione di un Paese che crede nei propri mezzi. Giovani manager, ingegneri, esperti di software e ricercatori sicuri di sé, consapevoli del mondo che li circonda, e fortemente interessati agli infiniti stimoli inoculati da oltre confine attraverso internet. Se traduciamo il tutto in termini di propensione al consumo di merci e prodotti, magari italiani, ci troviamo di fronte ad un mercato dal potenziale immenso, costituito da decine (forse centinaia) di milioni di consumatori, per giunta dotati di un potere di acquisto in crescita costante. Aggiungiamoci poi i vicini cinesi, per avere di fronte il più vasto mercato del pianeta, in parte ancora da esplorare. Della stessa opinione anche Massimo Carraro, Ad della padovana Morellato & Sector Spa, società divenuta in pochi anni una delle maggiori esportatrici di gioielli e orologi, manifestando una netta propensione proprio per le economie asiatiche. Noi di Corriere Asia lo abbiamo incontrato, per sapere qualcosa di più su una strategia che punta soprattutto su Cina e India.

Emanuele Confortin: Signor Massimo Carraro, ci potrebbe spiegare quali sono i marchi trattatati dal vostro gruppo?

Massimo Carraro: siamo proprietari dei marchi Morellato, Molecole, Sector, Philip Watch e Bluespirit (catena di gioielleria con 295 punti vendita nel mondo), cui si aggiungono alcuni marchi in licenza quali Roberto Cavalli, Just Cavalli, Miss Sixty, John Galliano e Pirelli PZero Tempo.

E.C.: Come siete organizzati?

M.C.: attualmente il gruppo conta 800 dipendenti, 21 società, di cui 10 in Italia e 11 all’estero. Abbiamo uffici a Padova, Milano, Napoli, Belluno, Barcellona, Lione, Lugano, Pforzheim, Hong Kong, Pechino, New York, San Paulo e Bombay.

E.C.: Quali sono i principali mercati in cui esportate e quando avete iniziato ad interessarvi ai mercati asiatici?

M.C.: Lavoriamo molto negli Stati Uniti, in Russia e in Europa, mentre per quanto riguarda l’Asia siamo attivi da più di 15 anni. Qui ci sono mercati per noi di grande interesse, nei quali il Made in Italy e la cura artigianale delle lavorazioni sono valori molto apprezzati. Lo dimostrano i risultati ottenuti in Cina, Giappone, Singapore e, dal 2008, ci auguriamo anche in India.

E.C.: Che tipo di strategie avete adottato per penetrare mercati tanto lontani, non solo dal punto di vista geografico?

M.C.: Il successo passa senza dubbio attraverso l’affermazione della nostra identità di marca, la valorizzazione del design italiano e ovviamente la qualità dei prodotti. Dal punto di vista distributivo invece, siamo soliti elaborare strategie diverse, in base a ciascuna realtà locale, ad esempio con filiali dirette ad Hong Kong, joint ventures in Cina e in India, distributori esclusivi in Giappone, Corea e altri Paesi.

E.C.: Recentemente avete siglato un nuovo accordo con un partner indiano, di che tipo di rapporto si tratta?

M.C.: Abbiamo scelto una joint venture paritetica con l’indiana Gitanjali Gems Limited, gruppo quotato alla Borsa di Bombay e leader nel mercato della gioielleria in India, sia in termini di marchi in portafoglio sia in termini di fatturato (circa 450 milioni di dollari nel 2007). In questo modo è nata la Morellato India Ltd, e in base alle previsioni nei prossimi 3 anni dovremmo aprire 50 punti vendita a format Morellato & Co., distribuiti nelle principali città indiane.

E.C.: Come state organizzando la vostra presenza in India? Uffici di rappresentanza, incaricati italiani o personale indiano? Quali sono le professionalità chieste per rappresentare un gruppo come Morellato in Asia?

M.C.: La gestione operativa sarà affidata a manager indiani di eccellente livello, che potranno godere delle sinergie con la struttura manageriale del nostro partner Gitanjali. Questa struttura, che avrà sede a Mumbay, ha già iniziato il suo periodo di training in Italia e lavorerà a stretto contatto con manager italiani dedicati espressamente al progetto India.

E.C.: Come mai avete scelto di puntare anche sul mercato indiano?

M.C. Guardi, la costituzione della Morellato India Ltd e la partnership con Gitanjali, ci consentiranno di accedere dalla porta principale a un mercato dall’elevata potenzialità, che rappresenta da sempre un esempio di tradizione e qualità nel mondo della gioielleria. L’ingresso nel mercato indiano inoltre, permette di presidiare con ancora maggior forza il Far East, area che sta registrando tassi di crescita eccezionali, e in cui il gruppo crede molto, lo dimostrano i 27 negozi già presenti in Cina.

E.C.: Quali saranno i marchi distribuiti?

M.C.: L’accordo tra le due società prevede la distribuzione di tutti brand di orologi e gioielli del Gruppo padovano: Morellato, Molecole, Sector, Philip Watch, Just Cavalli Jewels, Just Cavalli Time, Miss Sixty Jewels, Miss Sixty Time, Roberto Cavalli Timewear, John Galliano, Pirelli Pzero Tempo. Ciò avverrà come già detto, nei 50 punti vendita dedicati, ma anche nelle più qualificate e prestigiose gioiellerie e orologerie indiane.

E.C.: Mentre per quanto riguarda la Cina come vi state muovendo?

M.C.: La Cina è da tempo nei piani della nostra azienda. Abbiamo inaugurato a Shanghai, lo scorso settembre un nuovo store in Grand Gateway, una delle location più “in” della città, fedele alla filosofia che vuole le nostre griffe sempre presenti nelle vie più cool e glamour dello shopping internazionale. Sempre a Shanghai abbiamo anche altri punti vendita, quattro per la precisione, all’interno dei luxury malls, ma con questa nuova apertura siamo approdati nella via della moda a fianco di prestigiose boutique come Armani Exchange, Hugo Boss, Diesel e altre ancora. A Pechino invece, abbiamo 6 punti vendita, che diventeranno 8 prima dell’apertura dei Giochi Olimpici. Siamo presenti inoltre in tutte le più grandi città della Cina.

E.C.: Pur essendo Paesi confinanti, si tratta di società e culture molto lontane, che richiedono modalità di approccio diverse. A tale proposito, che tipo di strategie state attuando per assecondare il mercato più vasto del pianeta?

M.C: A differenza che in Europa, in Cina la distribuzione dei nostri prodotti è concentrata esclusivamente in punti vendita monomarca, scelta che risponde all’esigenza di trasferire in modo preciso e selettivo l’identità di marchi e prodotti, evitando ogni massificazione o confusione tra la nostra interpretazione del Made in Italy, ed altre offerte presenti sul mercato.

E.C.: Mi sembra di capire che anche nel vostro settore, è quanto mai fondamentale la presenza di un importatore cui appoggiarsi?

M.C.: Certo, riteniamo fondamentale lavorare insieme a partner locali che condividano l’amore e la passione che abbiamo per i nostri gioielli ed orologi. Le forme della collaborazione possono essere diverse, distributori o soci, tuttavia per noi il loro supporto resta fondamentale.

E.C.: E dal punto di vista legale e della tutela della proprietà industriale, state prendendo delle precauzioni? Ad esempio avete registrato i marchi nei Paesi di esportazione?

M.C.: Tutti i nostri marchi sono registrati in tutti i Paesi dove operiamo. Non solo, depositiamo preventivamente anche tutti i disegni dei nuovi prodotti che lanciamo nel mercato. È una precauzione necessaria per salvaguardare il nostro know-how e avere la migliore tutela legale in caso di necessità.

E.C.: Come ultima cosa, quali sono le sue aspettative per il futuro di Morellato & Sector spa in Asia?

M.C.: Siamo convinti che l’Asia sarà l’area del pianeta dove, nei prossimi anni, l’economia e i consumi avranno i maggiori tassi di crescita. Le nostre aspettative sono rivolte a centinaia di nuovi consumatori, giovani, attenti, preparati, a cui vogliamo sempre più proporre il nostro patrimonio di stile, tradizioni e qualità. Credo che entro 5 anni l’Asia sarà per il Gruppo Morellato, insieme all’Europa, il continente più importante in termini di business.

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Emanuele Confortin

Emanuele Confortin

Giornalista (e fotogiornalista) indipendente. Dal 1998 si occupa di Asia Centro-Meridionale. Scrive su diversi quotidiani e periodici, trattando principalmente di aree di crisi, strategie energetiche, geopolitica e migrazioni. Laureato in Lingue e Civiltà Orientali a Ca’ Foscari (Indianistica), parla hindi e urdu. Ha lavorato in Cina, India, Pakistan, Iran, Iraq, Turchia, Grecia, Palestina e Balcani. A febbraio 2017 pubblica il libro “Dentro l’esodo, migranti sulla via europea” (Antiga Edizioni), nel quale riassume oltre un anno di reportage sul campo, interviste e analisi realizzati tra il 2011 e il 2016 lungo le rotte migratorie dirette in Europa. “Dentro l’esodo” è anche una mostra fotografica itinerante. Durante gli studi universitari ha svolto attività di ricerca in Kinnaur (Himachal Paradesh, India), concentrandosi sulla figura dei Grokch, gli oracoli di villaggio. Parte dell’etnografia è stata pubblicata nel 2016 in “Mostri, spettri e demoni dell’Himalaya” (Meti Edizioni), curato da Stefano Beggiora. Nella primavera 2008 fonda Indika.it, uno più autorevoli blog italiani di informazione, approfondimento e cultura sull’Asia Meridionale. Nel 2017 è cofondatore e condirettore di Alpinismi.com.