Motociclette giapponesi e mercato cinese

a cura di:

Archiviato in: in
19 Luglio 2006

PECHINO: Quando si ha a che fare con il mercato automobilistico cinese, sono ancora i brand stranieri a farla da padrone. General Motors, Ford, Volkswagen e società automobilistiche giapponesi quali Toyota, e Nissan, tutte godono di una forte crescita e di grossi profitti nella Cina continentale.

Ma per quanto riguarda il mercato cinese delle motociclette – il maggiore al mondo – è tutta un’altra storia. I cinesi acquistano circa 16 milioni di motociclette l’anno, e sono loro a governare il mercato, questo soprattutto perché un feroce taglio dei costi ha dato filo da torcere a player globali quali Honda Motor, Yamaha e Suzuki.

La richiesta in Cina di motociclette è vorace.

Infatti, nei maggiori centri urbani e aree rurali del Paese, sono le motociclette il principale mezzo di locomozione.

Le società nipponiche hanno grosse reti di produzione locale e i produttori di moto di lusso, quali la divisione dei motocicli della BMW e l’Harley-Davidson, continuano a intravedere dei grossi potenziali per i loro brand in Cina. Ma, diversamente dal settore automobilistico dove i brand locali sono ancora in via di sviluppo, quello delle moto pare godere di maggior seguito a livello locale.

Player cinesi quali, Guangzhou Motors, Zongshen Motorcycle, Shanghai Feeling Motorcycle e altri piccoli produttori controllano oltre i 2/3 del mercato domestico.

"Il problema principale per i produttori di moto giapponesi in Cina è la quantità eccessiva di produttori locali che sfornano motociclette economiche, anche a scapito della qualità", sostiene Noriyuki Matsushima, analista presso Nikko Citi Securities a Tokyo.

Tra gli altri problemi figura il plagio del design da parte di società cinesi. Infatti, già dieci anni fa 5 su 6 motociclette in Cina firmate Yamaha si sono rivelate in realtà dei falsi, riferisce Masayuki Hosokawa, rappresentante della società a Pechino.

Ultimo problema, i costi. Dal 1992, Honda, il maggior produttore mondiale di motociclette, ha prodotto scooter e moto principalmente attraverso la sua joint venture, Wuyang-Honda, con Guangzghou Motors. La società ha inoltre costituito un’altra jv due anni fa a Shanghai. Ciononostante, risulta indietro rispetto ai suoi rivali per i costi. La sua YBR 12, il modello cinese della Yamaha più venduto, tra gli 830 e i 1000 dollari, costa ancora il 30% di più dei corrispettivi brand cinesi, si lamenta il portavoce della Yamaha, Takashi Mibu.

Mentre sia Yamaha che Honda dichiarano la loro fiducia nel mercato cinese, hanno iniziato a delocalizzare parte della loro produzione in altri mercati, quali l’India.

Lo scorso dicembre, Yamaha ha aperto una sussidiaria di motociclette a Surajpur (fuori Nuova Deli), per servizi di vendite e post vendita. Il 26 giugno, Honda e il partner indiano Hero Group, hanno annunciato il lancio della vendita di Glamour F1. Honda e Hero producono ora circa 3.4 milioni di unità presso i loro impianti in India e progettano una terza fabbrica per espandere la produzione, fino a 4.4 milioni di unità entro il 2007. Con il mercato indiano che prevede una crescita del 17%, pari a 8.5 milioni di unità nel 2006, le società nipponiche hanno tutte le ragioni per fare previsioni ottimistiche. Non solo per i costi più vantaggiosi ma anche perché l’India è un luogo più sicuro quando si tratta di diritti di proprietà intellettuale.

Ylenia Rosati

Siamo a lavoro sul nuovo Corriere Asia!

Ricevi una notifica quando sarà Online
Ok voglio ricevere la notifica :) 
close-link