Myanmar necessita riforma democratica, ASEAN chiede aiuto a Cina e India

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30 Marzo 2006

KUALA LUMPUR: I vicini Cina e India devono spingere il Myanmar ad accelerare la riforma democratica, ha riferito oggi il capo dell’ASEAN (Associazione delle Nazioni del Sud-est Asiatico), dopo che l’inviato dell’associazione non è riuscito ad incontrare il leader d’opposizione Aung Suu Kyi la scorsa settimana. Frustrata dalla posizione glaciale del Myanmar verso la riforma e sotto pressione perché costretta a fare qualcosa per quello che si è rivelato il suo mebro più problematico, l’ASEAN ha inviato il ministro degli Esteri malesiano, Syed Hamid Albar, in missione nel Myanmar. L’ASEAN è stata fondata sul principio di non interferenza negli affari interni degli stati membri, e il segretario generale dell’ASEAN, Ong Ken Yong, ha riferito che per questo l’associazione ha poca libertà di agire nei confronti del Myanmar, al contrario dei vicini India e Cina che invece possono spingere il paese a collaborare. Il Myanmar ha proposto una "roadmap" verso la democrazia articolata in 7 fasi, tuttavia i miliatri, che governano quello che un tempo era chiamato Burma dal 1962, hanno riferito che si è ancora a metà della prima fase e finora non è previsto alcun programma preciso. L’Occidente non prende seriamente la roadmap e i vicini del Myanmar la giudicano troppo vaga.

Ylenia Rosati