Nanjing Auto, una strada accidentata quella percorsa con la Rover

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21 Marzo 2006

NANCHINO: La produttrice di auto cinese ha confermato oggi che non effettuerà nessuna marcia indietro, la decisione è ormai presa. Il Governo provinciale del Jiangsu sta scommettendo un miliardo di dollari su un’auto d’alta fascia, sebbene siano in molti a considerare il progetto spinto più da ragioni politiche che economiche e perciò destinato a fallire per mancanza di capitale, tecnologia e protezione legale. Il 13 marzo, Nanjing Automobile Group aveva annunciato di aver ottenuto l’approvazione da parte della Commissione statale di riforma e sviluppo per quello che essa definisce il Progetto 566, così chiamato il 6 giugno dello scorso anno, quando acquistò la società britannica MG Rover, in bancarotta. Nanjing Auto, la più antica produttrice di auto cinese, è nata nel 1947 e produceva principalmente trattori. E’ stata tra i 10 maggiori produttori di auto cinesi fino a metà degli anni ’90, quando sbagliò la sua scommessa, una joint-venture con la Fiat, la società produttrice di auto più debole in Cina. Così fu tagliata fuori dal boom dell’industria automobilistica che ha caratterizzato la Cina in questi 10 anni, producendo meno di 30.000 unità e chiudendo in totale perdita lo scorso anno. Il governo del Jiangsu non l’ha presa affatto bene, poiché essendo la terza più ricca provincia della Cina, considera essenziale possedere un’industria leader in quello che è destinato a diventare uno dei prodotti più importanti nei prossimi 20 anni. Nanjing Auto in due mesi è riuscita ad acquistare la MG Rover per 53 milioni di sterline (722.3 milioni di dollari) strappandola alle grinfie della Shanghai Auto Industry Corp (SAIC), il maggiore produttore di auto in Cina, allora favorito da Pechino per l’acquisto. L’approvazione ottenuta la scorsa settimana permetterà alla Nanjing una produzione annuale di 200mila veicoli, con un investimento iniziale di 2.8 miliardi di yuan. Comunque, molti nell’industria sono scettici. Chi fornirà il capitale? La società si è rivolta più volte a investitori strategici, cinesi e stranieri, affinché si uniscano al progetto, ma nessuno finora si è fatto avanti. Pare quindi che il governo provinciale dovrà fare affidamento unicamente a prestiti attraverso le banche statali che, invece, puntano su quest’industria come motore dell’economia della provincia. I potenziali investitori si tengono alla larga perché dubitano del successo del progetto e considerano la Nanjing Auto una società che ‘sta invecchiando’, con scarsa tecnologia, una gestione debole e una forza lavoro eccessiva, incapace quindi di competere con colossi quali la Toyota Motor, Honda Motor, General Motors e Hyundai Motor.

Ylenia Rosati