Nasce a Roma sportello “Desk Jiangsu”

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6 Dicembre 2006

ROMA: Creare un "canale privilegiato per rafforzare i legami commerciali tra le imprese italiane e quelle cinesi dello Jiangsu". Con questo obiettivo è stato inaugurato a Roma, presso l’Area Affari Internazionali di Confindustria, "Desk Jiangsu", sportello che l’associazione degli industriali italiani ha istituito proprio per affiancare e sostenere da vicino le aziende italiane che vogliono fare investimenti nella provincia cinese con capoluogo Nanchino.

A disposizione degli imprenditori e delle circa 250 associazioni aderenti a Confindustria, ci sarà un rappresentante del Bureau delle Piccole e Medie Imprese dello Jiangsu, che fornirà assistenza e un aiuto concreto alle nostre aziende. Per la confederazione degli industriali si tratta di "una grande opportunità per i sistemi produttivi di Italia e Cina di incrementare la cooperazione bilaterale e l’attrazione di investimenti reciproci".

Un impegno, quello per il rafforzamento dei rapporti economici con la Cina, già annunciato dallo stesso Luca Cordero di Montezemolo, numero uno di Confindustria, proprio nel corso della sua visita a Nanchino, lo scorso settembre: "La Cina è un mercato di sbocco importantissimo per Francia e Germania, deve diventarlo anche per l’Italia, soprattutto per le sue piccole e medie aziende, ancora poco presenti rispetto alla grande industria nazionale".

Stando ai dati forniti da Confindustria, dal 2004 – anno della prima missione politico-imprenditoriale italiana in Cina — circa mille piccole e medie imprese del nostro paese hanno beneficiato degli accordi siglati in quell’occasione con il governo provinciale dello Jiangsu, accordi che hanno consentito d’intensificare e migliorare la collaborazione industriale e commerciale con la provincia cinese.

Grazie a questa cooperazione, lo scorso anno — dopo la visita in Italia di una delegazione di 120 aziende dello Jiangsu — si è registrato addirittura un incremento del 34% nelle relazioni economiche tra le due parti, per un totale di circa 2,4 miliardi di dollari.

Settantadue sono stati i nuovi progetti di investimento realizzati da allora, una "spinta propulsiva" che ha permesso all’Italia di superare per la prima volta la Francia e diventare così il secondo più importante partner europeo dopo la Germania in termini di rapporti imprenditoriali con lo Jiangsu, provincia il cui tasso di crescita è del 14% e dove confluisce il 22% del totale dei flussi d’investimento stranieri diretti in Cina, cifra pari a circa 11 miliardi di euro.

Raffaella Serini