Nebbia in cielo, caos in terra

14 Gennaio 2007

NUOVA DELHI: La nuova ondata di nebbia su Nuova Delhi e dintorni ha posto un’altra volta in evidenza quanto il sistema aeroportuale cittadino sia fragile nella gestione delle situazioni di emergenza. Voli cancellati, ritardi interminabili, caos diffuso presso i terminal sono solamente alcuni dei sintomi di un malessere generale ben più ampio. E se il cattivo tempo è un fattore inevitabile e scarsamente controllabile, la stessa cosa non si può dire delle condizioni di accoglienza riservate a coloro che vagano in aeroporto in attesa del proprio volo.

I passeggeri denunciano infatti un trattamento di scarsa qualità, senza neppure la predisposizione di adeguati punti di ristoro ove sostare in attesa del ripristino della normale operatività. E così durante i disagi creati dalla nebbia negli ultimi giorni, riportano i giornali nazionali, solo pochi fortunati hanno potuto adagiarsi sulle sedie di plastica del Palam (uno degli aeroporti cittadini con capacità annuale di circa 12 milioni di passeggeri), mentre i meno attenti hanno dormito per terra trovando come pagliericcio il pavimento dell’aeroporto. All’Indira Gandhi International Airport la situazione non è molto differente, sebbene più volte l’aeroporto internazionale di Nuova Delhi sia stato eletto a "biglietto da visita" della metropoli.

La situazione di crisi in cui vertono i servizi aeroportuali ha poi coinvolto anche quella delle ferrovie indiane, sulle quali si sono riversate migliaia di persone che hanno optato per uno spostamento in treno piuttosto che in aereo. Parte dei passeggeri dei voli cancellati si sono trasformati così in pendolari, provando ancora sulla propria pelle quanto inadeguati siano i collegamenti domestici tra le varie stazioni e tra le stazioni e i terminal aeroportuali.

Intanto la Confederazione dell’Industria Indiana dichiara che il Paese avrà bisogno nel prossimo quinquennio di investimenti infrastrutturali per circa 330 miliardi di dollari, parte dei quali dovranno necessariamente essere impiegati in aeroporti e ferrovie. Attualmente il subcontinente spende "solo" 36 miliardi ogni dodici mesi, mentre gli esperti sostengono che questa cifra è solo la metà di quanto appena sufficiente, e comunque molto meno dei vicini rivali cinesi.

Oltre alle dichiarazioni della Confederazione, in risalto vi sono anche quelle di Boeing Co. L’azienda ha annunciato che l’India avrà bisogno di almeno altri 856 nuovi aerei (dal valore complessivo di 72 miliardi di dollari) per far fronte, nei prossimi vent’anni, al maggior traffico aereo generato dalla completa esplosione della propria economia nazionale.

Intanto, quasi ad anticipare le tendenze preventivate dalla Boeing, la compagnia Jet Airways ha acquistato dieci nuovi 787 al fine di supportare le operazioni internazionali programmate per i prossimi anni. I veivoli saranno pronti per la consegna tra il mese di luglio del 2011 e il mese di dicembre del 2012, per un costo totale di oltre 1 miliardo e mezzo di dollari.

Attualmente la Jet Airways vola in tutto il Sud — Sudest del continente Asiatico, oltre ad aver assicurato delle rotte con la Gran Bretagna. Da Agosto 2007 la compagnia si è detta pronta a raggiungere New York, e poco più in là nel tempo dovrebbero finalizzarsi collegamenti con la Cina e l’Europa.

L’intervento statale si è aggiunto da tempo per lo sviluppo infrastrutturale di aeroporti e ferrovie, guardando con sempre maggiore attenzione l’appuntamento del 2010. In quella data infatti la città dovrà ospitare i giochi del Commonwealth, e nessuno vorrà arrivare impreparato all’evento.

Roberto Rais