Nova sul collasso: una delle più grandi scuole private del Giappone in crisi. Rischio lavoro per molti italiani

a cura di:

Archiviato in
30 Ottobre 2007

OSAKA: Cresce la preoccupazione e l’incertezza per il futuro delle migliaia di giovani stranieri dipendenti Nova. E insieme cresce la rabbia, la sfiducia e l’impotenza: la situazione è semplicemente paradossale, perché nonostante tutto l’unica cosa che tutti possono fare è attendere che la situazione si chiarisca.

Ma andiamo per ordine. Cos’è esattamente Nova? In primo luogo, non è una scuola di lingua, ma una scuola di conversazione. In teoria non si insegna la grammatica, ma si parla e basta. Nata a Osaka nell’agosto del 1981 con l’insegnamento diretto nelle scuole, nel 1996 ha creato il Ginganet, un apparecchio simile a un decoder con una piccola videocamera montata su un braccio mobile. Lo studente può fare lezione, e imparare una delle 6 lingue proposte (inglese, cinese, tedesco, spagnolo, francese e italiano), da ovunque si trovi, basta che abbia una connessione telefonica: oprenota la lezione, si collega al MultiMedia Center di Osaka, e impara una lingua.

Dal ’96 è perfino quotata in borsa.

Nel 2005, al culmine dell’espansione voluta dal presidente Nozomu Sahashi, Nova è arrivata ad avere 977 scuole e circa 500.000 studenti sparsi per tutto il Giappone. Dal settembre 2001 le lezioni sono infatti disponibili 22 ore su 24 (con una pausa di 2 ore tra le 3 e le 5 del mattino): grazie a questa opportunità, e alla possibilità di fare lezione con madrelingue sempre disponibili, è riuscita ad aggiudicarsi il 50% del mercato.

Insomma, un vero e proprio impero, tenuto strettamente per le redini dal suo presidente

Oltre alla classica attività d’insegnamento, la Nova Corporation è presente anche in campo editoriale (tradizionale e multimediale), interpretariato, traduzioni, vendita di apparecchiature per la telecomunicazione. Ha anche un’agenzia viaggi.

Il tracollo è iniziato dallo scorso febbraio, quando il Ministero dell’Economia, del Commercio e dell’Industria giapponese e il Governo dell’area metropolitana di Tokyo hanno condotto un sopralluogo nel quartier generale di Osaka e in alcune scuole, riscontrando delle irregolarità: Nova non aveva rimborsato adeguatamente gli studenti che avevano cancellato le lezioni pagate in anticipo. La riduzione del numero degli insegnanti dal 2004, voluta da Sahashi nonostante il piano espansionistico, ha infatti creato una situazione per cui gli studenti incontravano notevoli difficoltà a prenotare le lezioni, anche se la pubblicità puntava proprio al fatto che si potesse studiare quando si voleva. Da qui le lamentele: dal 1996 al marzo 2007 il National Consumer Affairs Center (una sorta di organo che tutela i diritti dei consumatori giapponesi) ne ha contate ben 7.600.

A giugno 2007, un nuovo provvedimento: il governo ha imposto a Nova di non stipulare, per sei mesi, nuovi contratti superiori a un anno o a 70 lezioni.

L’inizio della fine, perché il sistema Nova era basato sulla fiducia e sul credito, anche triennale: più "punti" gli studenti compravano, meno pagavano.

La società aveva 418 mila studenti fino al 31 marzo di quest’anno: le 7880 cancellazioni tra aprile e giugno sono costate 1,62 miliardi di yen (circa 10 milioni di euro).

Per i lavoratori, i disagi sono cominciati nel mese di settembre, quando sono stati ritardati, posticipando di quattro volte l’impegno, i pagamenti ai trainer e a molti insegnanti delle scuole. A ottobre è toccato a tutti, senza discriminazioni: i 4.000 dipendenti stranieri e i 2.000 dello staff giapponese stanno ancora aspettando il loro stipendio di settembre e, ormai, anche quello di ottobre. Come se non bastasse, molti insegnanti, tra cui qualche italiano, alloggiati in case messe a disposizione da Nova, sono stati sfrattati : l’affitto non era stato pagato nonostante le trattenute dagli stipendi dei dipendenti fossero regolarmente avvenute.

Che la situazione non fosse rosea lo si poteva capire anche dalla nota emessa qualche settimana fa dal governo australiano, che consigliava ufficialmente alle centinaia di insegnanti australiani di "cominciare a fare altri progetti" in previsione del collasso.

Il 26 del mese appena passato, la svolta: Nova ha chiesto la protezione del tribunale distrettuale di Osaka, facendo appello alla "Legge per Riabilitazione Aziendale", il presidente di Nova è stato dimesso e le branch, così come il MultiMedia Center di Osaka, hanno chiuso i battenti. Il tribunale ha designato gli avvocati Toshiaki Higashibata e Noriaki Takahashi come amministratori.

Alla fine di luglio il buco di Nova è stato stimato a 43,9 miliardi di yen (quasi 270 milioni di euro) , esclusi gli stipendi non pagati dei più di 6.000 dipendenti. Secondo fonti ufficiose, l’azienda avrebbe già cominciato a negoziare con alcune società, tra cui Aeon Co., Marui Co, e Yahoo Japan. Se nessuno sponsor salterà fuori da qui al 27 novembre, sarà bancarotta.

Link Correlati

da Osaka, Paolo Soldano

Condividi
Condividi
+1
Tweet