Novità dal Giappone: auto non inquinanti e a basso consumo andranno “a rifiuti”

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24 Agosto 2007

OSAKA, DAL NOSTRO CORRISPONDENTE: Una nuova generazione di autoveicoli, ancora meno inquinanti e sempre più a basso consumo, probabilmente sta per nascere: le moderne tecnologie di stoccaggio del metano stanno aprendo infatti la strada a un uso pratico nel mondo automobilistico.

Ridurre i costi e aumentare la capacità di immagazzinaggio sono le due priorità della Osaka Gas Co: grazie alla tecnologia sviluppata dall’azienda giapponese leader nel settore, con il tipo giusto di batteri e il tipo giusto di carbone attivo, il metano può essere estratto dai rifiuti e stoccato in modo abbastanza denso da essere utilizzato come carburante per le auto.

Ricordate la scena finale di "Ritorno al futuro II", quando Doc inseriva rifiuti direttamente nel serbatoio della De Lorean per l’ennesimo viaggio nel tempo? Beh, non siamo poi così lontani dall’idea degli autori della trilogia fantascientifica più seguita degli anni ’80.

Naturalmente interessata a promuovere l’uso del gas, la società giapponese ha già istallato generatori di energia a combustione di metano in alcuni stabilimenti per il trattamento delle acque reflue. Ma in molti casi non esiste un modo proficuo per sfruttare il gas metano derivato dal liquame di scarico di questi siti.

Per superare il problema, la Osaka Gas ha sviluppato due nuove tecnologie: una per creare metano più efficacemente, l’altra per stoccare il gas in uno spazio ridotto.

I batteri che producono metano possono già essere raccolti per estrarre gas dalla decomposizione di rifiuti organici. Per rendere il processo più efficiente, la società giapponese prima tratta gli scarti con una serie di altri batteri, che, riducendo le molecole più grandi come grassi e cellulosa, trasformano i rifiuti in materiale liquido. Per questo trattamento i rifiuti sono messi in una vasca speciale, dove sono tenuti a una temperatura di 80 gradi con 10 tipi diversi di batteri.

Una volta che i rifiuti sono stati smaltiti, il liquido derivato è versato in un serbatoio di fermentazione dove i batteri del metano possono cominciare a generare gas.

Nonostante il processo naturalmente rilasci metano, le quantità prodotte non sono elevate.

L’Osaka Gas è però riuscita a sviluppare un sistema efficiente per immagazzinare il gas in modo da poter essere usato come combustibile per auto.

Il trucco era trovare un sistema per trattenere un sufficiente volume di metano in un piccolo serbatoio.

Per l’azienda di Osaka la soluzione a questo problema è stato usare un serbatoio pieno di carbone attivo, ricavato dalla cottura di frutti di palma indonesiani e filippini, estremamente permeabile: in questo modo le molecole di metano non sono spinte e forzate insieme in un cilindro (come avveniva prima) ma alloggiate nei pori del carbone solido.

Un serbatoio di 50 litri riempito di carbone può immagazzinare 2,6 metri cubi di metano, riducendo in questo modo gli spazi di stoccaggio. Quando il serbatoio è pressurizzato, il gas rimane fisso nel carbone. Il rilascio della pressione permette la fuoriuscita delle molecole di metano dai pori.

La Yamaha Motor Co sta al momento collaborando con la Osaka Gas per sviluppare una macchina che possa andare a metano. Hanno infatti già costruito un piccolo prototipo, e gli sforzi principali adesso sono rivolti a ridurre i costi della produzione di metano e di raccogliere abbastanza dati che dimostrino che il metano è un’affidabile alternativa alla benzina.

Se fino a pochi anni fa l’alimentazione a gas era considerata un estro riservato a pochi, amanti del risparmio e della natura, oggi le cose stanno cambiando.

Paolo Soldano